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Attualità lunedì 23 dicembre 2019 ore 12:45

Scontro sui correttivi alla tassa di soggiorno

Il Consiglio comunale ha votato una delibera collegata all'imposta di soggiorno alla quale le opposizioni hanno richiesto di inserire delle variazioni



FIRENZE — L'imposta di soggiorno è una voce pesante nel bilancio del capoluogo e durante la discussione a Palazzo Vecchio su una delibera collegata alla tassa che prevede fino al limite dei 10 euro come da legge finanziaria, sono state presentate dalle opposizioni diverse mozioni per apportare variazioni tariffarie e correttivi al tributo richiesto per il pernottamento in città.

“Con la delibera approvata oggi sono state inserite precisazioni che snelliscono il regolamento attuale e lo rendono quindi più chiaro e fruibile per gli operatori del settore” questo il commento di Nicola Armentano, capogruppo Pd e Enrico Conti, presidente commissione Sviluppo economico, sulla delibera approvata nella seduta del Consiglio comunale “Imposta di soggiorno: modifiche al regolamento”. “Con l’atto votato oggi non vi è nessun aumento ma solo la precisazione di alcune regole. Da gennaio scatteranno le modifiche che sono state varate in Giunta lo scorso novembre, se poi a livello nazionale ci saranno dei cambiamenti alla legge vigente verranno fatte le opportune valutazioni. Sappiamo bene quanto il turismo rappresenti una risorsa cruciale per questa città ma ciò non può essere un pretesto o una limitazione per non andare a normare questo settore. Le regole sono utili anche per preservare la nostra città e la tassa di soggiorno consente di finanziare servizi importanti per i fiorentini, dal sistema bibliotecario, ai servizi informativi per la cultura, a quelli per l’ambiente, passando per la manutenzione del patrimonio arboreo e storico-artistico e molto altro ancora. Da parte nostra sottolineiamo come l’amministrazione abbia intrapreso un percorso importante mirato a governare i flussi turistici in città e a sostenere ogni forma di turismo di qualità”.

Antonella Bundu e Dmitrij Palagi consiglieri di Sinistra Progetto Comune hanno commentato "Concordiamo sulla necessità che chi viene a Firenze per turismo contribuisca alle spese per quell'uso della città a cui compartecipa. Ci sembra però sbagliato limitarsi a "fare cassa", aumentando l'imposta di soggiorno senza una politica collegata tesa a governare forse il principale fenomeno di trasformazione del nostro tessuto urbano ed economico. In questo caso la modifica dell'onere, poiché già al massimo per le strutture a cinque stelle, va a ricadere soprattutto sulle strutture teoricamente destinate alle fasce economiche più basse (anche se siamo consapevoli di quanto sia più complesso il fenomeno). Pensiamo sia necessario governare i mutamenti, non limitarsi a regolarli, cercando di imporre qualche sanzione e sperando di poter mitigare gli effetti più negativi. Associazioni di categoria, realtà sindacali e importanti organizzazioni di cittadinanza attiva si sono impegnate a proporre numerose possibili soluzioni, tanto al Comune, quanto alla Regione. Aumentare l'imposta di soggiorno, accompagnandola a una riflessione più generale sull'overtourism, ci avrebbe visto sicuramente votare a favore. Purtroppo ci siamo ritrovati costretti al non voto, sperando in futuro si riesca a collaborare con tutte le forze consiliari sul tema, senza vedere una maggioranza chiusa nelle proprie scelte. I tre emendamenti (di cui uno approvato) e i due ordini del giorno (uno rimandato ad approfondimento in commissione) presentati da Sinistra Progetto Comune lo confermano".

Il capogruppo di Forza Italia Jacopo Cellai ha dichiarato in aula il "No all’aumento dell’imposta di soggiorno a 10 euro prevista dalla legge finanziaria. Il turismo non è una mucca da mungere e allontaneremmo le persone dalle nostre strutture ricettive. Già dal prossimo gennaio entreranno in vigore aumenti rilevanti, con una previsione nel bilancio 2020 di 48 milioni di euro, + 5.000.000 rispetto al 2019, + 15.000.000 rispetto al 2017, un bel tesoretto. Eppure la destinazione di questi introiti non comprende interventi specifici che apportino concreti miglioramenti in materia turistica: lotta al sommerso nei confronti degli affitti abusivi e alla concorrenza sleale, lotta all’abusivismo commerciale compresa una capillare informazione per i turisti sulle sanzioni previste, aumento dei servizi pubblici igienici, progettazioni di luoghi e di arredo urbano a supporto del turismo. Nessuna iniziativa prevista in questo senso. 19 dei 48 milioni previsti si destinano al trasporto pubblico, soprattutto la tramvia, 4,5 milioni per finanziare il Maggio Musicale mentre per i servizi di informazione turistica e di promozione turistica congressuale si usano soltanto 1,6 milioni. Abbiamo perso un’occasione per aggiustare l’imposta di soggiorno. Abbiamo proposto due emendamenti alla delibera sul regolamento dell’imposta di soggiorno per esentare dal pagamento i gruppi scolastici delle scuole medie inferiori e superiori in visita didattica (che ad oggi pagano il 50% dell’imposta), gli autisti dei bus turistici e le guide turistiche. Si tratta di categorie di soggetti che si recano a Firenze per motivi di studio o professionali e non ci sembra corretto considerarli tra coloro che debbano pagare l’imposta, ma gli emendamenti sono stati bocciati dal Partito Democratico. Che, bocciando un’altra nostra proposta, non ne ha neppure voluto sapere di rivedere la tariffazione dell’imposta distinguendo l’anno in bassa e alta stagione contraddicendo la volontà di destagionalizzare il turismo annunciata da Nardella".


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