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Attualità lunedì 05 dicembre 2022 ore 11:38

Sciopero studenti "termosifoni ko e zero fondi"

Pioggia in aula e termosifoni spenti, ma anche mancanza di fondi tra le criticità segnalate. Gli studenti chiedono un incontro in Città metropolitana



FIRENZE — Sciopero degli studenti del Machiavelli Capponi di Firenze per problemi strutturali e carenze di fondi per i corsi obbligatori, problemi che sarebbero già stati segnalati alla Città metropolitana di Firenze.

Il Collettivo K1 ha diramato una nota nella quale elenca una serie di criticità chiedendo un incontro urgente alla Città metropolitana "Attraverso questo sciopero vogliamo parlare con la Città Metropolitana e le persone incaricate di risolvere e gestire i problemi scolastici. Vogliamo uscire da questo incontro con date, fatti e certezze che non si debba più arrivare a dover saltare una giornata di scuola per farci sentire".

"I termosifoni non hanno funzionato bene per tutto il mese di Novembre rendendo freddi gli ambienti scolastici ed impedendo a tutte le persone, dagli studenti al personale ATA, di lavorare con tranquillità" è uno dei passaggi del quaderno delle doglianze.

Lo sciopero è stato deciso durante l'assemblea d'istituto che si è tenuta a fine Novembre "Abbiamo esposto tutti i problemi infrastrutturali riscontrati a scuola, nelle nostre aule, nei nostri spazi: infiltrazioni d'acqua, cavi elettrici troppo esposti, classi senza luce, termosifoni che non funzionano e soprattutto l'assenza del cortile da ormai 3 anni a Palazzo Frescobaldi, la mancanza di un ascensore sempre a Palazzo Frescobaldi e il suo malfunzionamento a Palazzo Rinuccini".

"Abbiamo inviato innumerevoli mail alla Città Metropolitana per richiedere un incontro senza mai ricevere una risposta. Oggi quell'incontro ce lo prendiamo, siamo in sciopero! Scioperiamo per mancanza di spazi all'interno della nostra scuola: dopo 2 anni di pandemia che ha eliminato ogni tipo di socialità, vogliamo tornare ad avere nostri spazi in entrambi i plessi; è necessario riprendere tutto il tempo che ci è stato tolto dal Covid e tornare a vivere attivamente la nostra scuola. Il cortile, aperto soltanto a Palazzo Rinuccini, rappresenta il simbolo di questa lotta, perché è un luogo di incontro, gioco, divertimento, chiacchiere per spezzare l'incombente carico lavorativo e potersi godere con più serenità e più leggerezza una tipica giornata scolastica. Scioperiamo per tutti i problemi infrastrutturali nei nostri edifici: i termosifoni che non hanno funzionato bene per tutto il mese di Novembre rendendo freddi gli ambienti scolastici ed impedendo a tutte le persone, dagli studenti al personale ATA, di lavorare con tranquillità. Continuamente abbiamo bagni guasti, infiltrazioni d'acqua quando piove nelle aule con cavi elettrici troppo esposti e pericolosi e delle aule senza luce".

Infine "scioperiamo per la mancanza di fondi che sta incombendo sul sistema scolastico ed ha causato importanti conseguenze: la nostra scuola non può permettersi più di pagare i progetti PCTO, obbligatori dal nostro Stato per l'ammissione all'Esame di Maturità, quindi gli studenti da questo nuovo anno scolastico, hanno dovuto pagarsi i corsi di teatro ed i corsi per le certificazioni linguistiche, che dunque non sono più accessibili a prescindere dalle possibilità economico finanziarie della famiglia". 

Occupazioni sono in corso in vari istituti fiorentini a partire dagli studenti del Liceo Michelangiolo.

La Fiom Cgil di Firenze, Prato e Pistoia condivide le ragioni della mobilitazione "Ci opponiamo alle politiche scolastiche annunciate dal Governo. L’istruzione non può basarsi esclusivamente su valutazioni numeriche e sul principio classista della meritocrazia. Ribadiamo inoltre che occorre cambiare la legge che impone agli studenti un percorso che mette a rischio l’incolumità di giovani che dovrebbero essere in un ambiente sicuro quando studiano, presenti in azienda per imparare, non a produrre, formati sulle norme di sicurezza e sempre seguiti da un tutor. A scuola si va per studiare, non per morire".


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