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Attualità domenica 11 luglio 2021 ore 11:14

Firenze ritrova San Carlo e il Porto Leopoldino

A distanza di oltre 10 anni il Comune di Firenze ha avviato i lavori per la ricostruzione dell’Oratorio di San Carlo e del Porto Leopoldino



FIRENZE — Il Comune di Firenze ha deciso di ricostruire l'Oratorio di San Carlo ed il vecchio Porto Leopoldino, demoliti per fare posto al nuovo ponte del Tram nel 2008.

Avevano perso le speranze i residenti del Pignone e gli appassionati di storia fiorentina, invece l'assessore Cecilia Del Re sembra essere riuscita nell'impresa di recuperare le vecchie pietre. I lavori sono appena partiti per la ricostruzione dell'Oratorio su una piazzola realizzata e rimasta vuota dal 2012.

Quello che nel 2008 era "sacrificabile" oggi è una "importante testimonianza storica".

Oratorio e Porto Leopoldino erano collegati. A dimostrarlo è un vecchio scatto che Gianni Greco, l'ideatore e curatore della Pagina Facebook Vecchia Firenze Mia, ha conservato. 

Gianni Greco

La parte che potremmo non vedere più. Nell'antico Oratorio di San Carlo, passato per essere considerato un vano tecnico ma poi riabilitato dalla stessa amministrazione comunale, c'era una botola dalla quale si accedeva sulla sponda dell'Arno. Il vano interrato fu anche rifugio dei fiorentini che negli anni '40 si per alcune notti si nascosero ai tedeschi. La ricostruzione di oggi, non più in riva d'Arno, non consente di ripristinare la botola e l'uscita sul fiume che sarebbe invece parte integrante nella ricostruzione del Porto Leopoldino, qualora dovesse mai avvenire. L'Oratorio non ha la botola ed il Porto Leopoldino non avrà l'Oratorio. Per sempre separati.

Greco intorno al 2010 ha svolto una grande opera di sensibilizzazione dovuta anche alla memoria personale. Cresciuto nella zona di San Frediano e del Pignone conservava infatti il ricordo della "Cappellina" di San Carlo della quale ha parlato anche nel suo seguitissimo programma su Radio Blu Toscana prima di approdare alla televisione e al web con dirette video e pagine come Vecchia Firenze Mia.

Vecchia Firenze Mia

Grazie anche alla sensibilizzazione di Gianni Greco sul tema, tutte le pietre furono schedate e immagazzinate secondo modalità concordate con la soprintendenza e dettagliatamente documentate, e conservate al 'deposito lastrici' del Comune in via del Poggio Imperiale. L'allora assessore e vicesindaco Giuseppe Matulli fu infatti molto colpito dalla attenzione suscitata attorno al manufatto e si confrontò con la Soprintendenza per conservarlo per le future generazioni.

Il progetto oggi. Un investimento complessivo di 218mila euro, prevede la ricostruzione non lontano dalla sua originaria collocazione e all'interno nell’ambito di una più ampia area destinata a verde pubblico, della superficie di circa 2mila metri quadrati. È anche prevista una sistemazione dell’area verde adiacente la nuova collocazione dell'Oratorio che riguarda circa 450 metri quadrati. In particolare saranno inserite siepi e panchine.

L’assessore all’ambiente Cecilia Del Re ha spiegato "A questo cantiere, seguirà poi quella per la ricostituzione dei resti del Porto Leopoldino lungo le sponde dell’Arno, che sarà progettato insieme al percorso pedociclabile che passerà di fronte all’Oratorio collegando così il Lungarno del pignoncino con il ponte della tramvia e le Cascine. Progetti e lavori che vanno avanti al pari di quelli già in corso all’ex Meccano sull’altra sponda del fiume e alla riqualificazione di piazza Vittorio Veneto”.

Il presidente del Quartiere 4, Mirko Dormentoni ha spiegato “Siamo felici che finalmente prenda avvio il lavoro di ricostruzione di questo manufatto, importante testimonianza storica del nostro territorio, e speriamo che presto possa essere concluso, e quindi realizzato, anche il progetto di ricostituzione sull’argine del fiume dei resti del Porto Leopoldino insieme alla ultimazione del percorso pedociclabile che collegherà il Lungarno del Pignoncino con il Ponte della tramvia. Con questa opera complessivamente andiamo incontro ai bisogni ambientali e alla opportunità di valorizzazione del territorio, a partire dalla sua storia importante, anche a fini turistici, oltre a rispondere ad una domanda dei cittadini che riguarda la vivibilità del nostro fiume e la mobilità dolce”. 

Antonio Lenoci
© Riproduzione riservata

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