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venerdì 23 agosto 2019

Cultura giovedì 20 giugno 2019 ore 13:11

San Marco di Donatello, restauro ad Orsanmichele

Sono stati avviati i lavori per il restauro del San Marco di Donatello conservato nel Museo di Orsanmichele in via Calzaiuoli nel centro di Firenze



FIRENZE — Nell’ambito di un ampio progetto culturale di manutenzione, restauri e valorizzazione del Museo di Orsanmichele, la Direzione dei Musei del Bargello ha ritenuto necessario riesaminare lo stato conservativo delle sculture monumentali provenienti dai tabernacoli delle Arti esterni alla chiesa. Decisivo il sostegno economico dei Friends of Florence, per la convenzione con l’Opificio delle Pietre Dure per lo studio e la manutenzione del San Marco di Donatello. 

Simonetta Brandolini d’Adda, Presidente dei Friends of Florence spiega “Dopo il restauro del rilievo bronzeo raffigurante la Crocifissione di Donatello conservata al Museo del Bargello, siamo felici di partecipare come donatori allo studio e conservazione del San Marco dello stesso autore. Per noi questo è un intervento molto importante, poiché aiuterà a comprendere come restaurare non solo questa, ma anche le altre statue in Orsanmichele. Ringraziamo dunque il Museo del Bargello e l’Opificio delle Pietre Dure per averci coinvolti, offrendoci l’opportunità di approfondire insieme ai restauratori la conoscenza di uno dei capolavori del primo Rinascimento.”

L’opera, ritirata nel 1977 dalla sua collocazione nella prima nicchia sul lato Sud di patronato dei Linaioli e Rigattieri, è il primo capolavoro rinascimentale del ciclo ad essere stato restaurato, dal 1984 al 1986, proprio dall’Opificio delle Pietre Dure. In quell'occasione fu rimossa la patinatura color bronzo, realizzata dopo il 1789 con l’intento di accordare le statue marmoree al colore delle altre in metallo. Col primo intervento di rimozione condotto dall’Opificio fu recuperata la naturalezza fluida del modellato del San Marco, oltre a tracce labili di dorature nei bordi della veste, sul cuscino sotto ai piedi, sulla coperta del Vangelo, nei sandali, nella barba e nei capelli. A restauro ultimato fu deciso il ritiro definitivo dell’opera dall’esterno, con la realizzazione nel 1990 del calco, sempre ad opera dell’Opificio. Dopo più di trenta anni dall’ultimo intervento conservativo, la superficie marmorea della scultura risulta oggi segnata da zone brunastre distribuite in maniera disomogenea, dovute forse alla vecchia patinatura. Per comprendere l’origine di tale fenomeno la Direzione dei Musei del Bargello ha ritenuto necessario avviare in collaborazione con l’Opificio un nuovo progetto di studio e ricerca mirato a una conoscenza il più possibile approfondita dell’opera e delle sue vicende.  

L’intervento viene condotto sotto la supervisione scientifica di Matteo Ceriana, già curatore del Museo di Orsanmichele, con Francesca de Luca, a lui succeduta nell’incarico, e Riccardo Gennaioli, Responsabile del Settore Restauro materiali lapidei dell’Opificio delle Pietre Dure, con la consulenza di una commissione tecnica costituita da Lorenzo Lazzarini (IUAV), Marisa Laurenzi Tabasso (Istituto Centrale del Restauro) e Daniela Pinna (Università di Bologna).



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