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Attualità lunedì 31 ottobre 2022 ore 09:23

Mondeggi chiede voce sul progetto pagato dal Pnrr

Sono oltre 300 le persone attive in modo volontario che curano olivete, vigne e l’ambiente in attesa di notizie sul progetto della Città metropolitana



FIRENZE — La Comunità di Mondeggi torna a parlare dopo un anno di confronto serrato sul progetto che la Città Metropolitana di Firenze sta portando avanti per la rigenerazione urbana della tenuta grazie ai fondi europei del Pnrr.

In questi giorni caratterizzati dalla raccolta delle olive sarebbero comparsi tecnici incaricati di effettuare rilevamenti ed il via vai ha messo in allerta il Comitato Mondeggi Bene Comune e le oltre 300 persone coinvolte nel progetto di autogestione agricola, un esempio unico in Italia.

Il Comitato ha partecipato al laboratorio avviato dalla Città metropolitana ma da mesi sarebbe in attesa di risposte sul progetto di rigenerazione. Il progetto va avanti senza la Comunità?

"La decisione improvvisa e unilaterale di Città metropolitana di destinare quasi 50 milioni di euro al recupero dell’intera tenuta, ci è apparsa da subito come una minaccia al lavoro che per otto anni, in maniera completamente autofinanziata e indipendente, abbiamo portato avanti - ricorda il Comitato Mondeggi Bene Comune - Nonostante la nostra posizione critica verso lo strumento Pnrr e la nostra diffidenza circa le reali intenzioni sul futuro di Mondeggi, abbiamo deciso di essere comunque parte attiva e partecipare direttamente, come dimostrano la collaborazione avuta con il gruppo di universitari incaricati della stesura preliminare del nuovo progetto ed il tavolo di confronto che si è tenuto nella passata primavera. Il documento che detta le linee-guida del progetto - e ha recepito una buona parte dei nostri contributi - ad oggi non risulta essere stato ufficialmente approvato. Di contro, l'iter progettuale sulla ristrutturazione della tenuta (infrastrutture, laghi e destinazioni d'uso degli immobili), che ricalca in grandissima parte i nostri suggerimenti e contributi, è iniziato e sembra non conoscere ostacoli: tutto ciò è tuttavia noto solo grazie all'informazione pubblica, in quanto la Città metropolitana ha interrotto per mesi i contatti con noi, di fatto escludendo ogni nostro intervento sulla progettazione che si sta evolvendo.

Ecco le richieste della Comunità "La Città metropolitana tenga fede alle dichiarazioni del proprio sindaco, chiedendo la riapertura del tavolo interrotto a Giugno in modo da avere sia un riconoscimento formale al nostro lavoro, sia garanzie sul futuro del progetto. Approvi le linee-guida redatte dal team di universitari in collaborazione con Mondeggi Bene Comune, che vincola la tenuta di Mondeggi ad un utilizzo sociale e inclusivo, in modo tale che il documento possa essere visionato ed esaminato dalla collettività. Attui in tempi rapidi un percorso di co-progettazione nelle modalità previste dalla legge nazionale e regionale, che costituisca una vera consultazione del territorio e non una mera operazione di facciata. Inizi un confronto che approfondisca due tematiche a nostro avviso fondamentali: la permanenza del presidio contadino e la prosecuzione delle attività agricole nel corso della futura cantierizzazione". 

La Comunità conclude "Il nostro obiettivo è far sì che l'anima di Mondeggi e i suoi principi condivisi - presenti nella "Carta dei principi e degli intenti" e nella "Dichiarazione di Uso Civico e Collettivo" - vengano salvaguardati e costituiscano i pilastri anche negli scenari futuri. Ribadiamo la nostra volontà a collaborare, ma siamo anche pronti a fare inversione di rotta nel caso che anche uno solo dei nostri principi ispiratori venisse meno o - peggio - venisse snaturato o strumentalizzato. Per otto anni abbiamo lottato e vigilato contro la svendita di un pezzo di patrimonio pubblico, strappandolo all’abbandono e al degrado a cui le istituzioni lo avevano lasciato e siamo riusciti nell'impresa; oggi oltre 300 persone sono attive in modo volontario nel curare olivete, vigne e tutto l’ambiente circostante: non permetteremo certo adesso che le radici che legano profondamente Mondeggi al territorio e alla sua comunità vengano recise in nome dei finanziamenti europei". 


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