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Attualità giovedì 03 dicembre 2020 ore 06:30

La passerella che ha rischiato di sparire

L'ex assessore Marco Gamannossi ha effettuato un sopralluogo al cantiere sull'Arno ricordando che il progetto ha rischiato di non vedere la luce



FIRENZE — Nei pressi della nuova passerella in fase di realizzazione tra Badia a Settimo e San Donnino si è fermato anche l'ex assessore alle Infrastrutture della Provincia di Firenze, Marco Gamannossi.

Gamannossi ha condiviso sui social la foto del cantiere accompagnandola con il ricordo dell'iter burocratico che ha visto protagonista la ex Provincia fiorentina.

L'incipit sembra quello di un romanzo giallo "Nel 2012 la passerella era scomparsa dagli accordi con le Ferrovie. Così, di punto in bianco".

Una petizione popolare. "Ce ne accorgemmo - ha proseguito Gamannossi - usammo mille volte alle loro porte ma ricevemmo solo risposte vaghe (quando andava bene). Reagimmo. Minacciamo di non firmare quegli accordi, e promuovemmo una petizione popolare che raccolse 2200 firme tra cittadini, associazioni, categorie economiche. Alla fine la passerella tornò negli accordi".

La svolta. "A Maggio del 2013 portai in approvazione in Consiglio il progetto definitivo - ha ricordato l'ex assessore - realizzato da una squadra di tecnici della Provincia, coordinati magistralmente da Luigi Ulivieri. Ed è proprio il progetto che si sta realizzando". "Dopo il 2014, in mezzo al caos delle Province - ha aggiunto ancora Gamannossi - la Città Metropolitana e il Comune hanno preso in mano il progetto, rifinanziandolo, per donargli una nuova speranza. Nessuno ha mollato".

"Oltre alla passerella - ha aggiunto l'ex assessore provinciale tornando all'attualità - c'è il tema della sosta e della frequenza dei treni alla stazione di San Donnino. Ma una cosa è certa: senza quest'opera ogni ragionamento successivo non avrebbe senso. Perché, alla fine, una città davvero metropolitana si sostanzia in una rete di trasporti integrata ed efficiente, tale da far raggiungere Firenze in 13 minuti esatti, da San Donnino a Porta al Prato. I trasporti sono le arterie di una comunità". 



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