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Attualità martedì 22 giugno 2021 ore 20:26

Infortuni sul lavoro, 15 morti durante la pandemia

Le chiusure delle attività non hanno ridotto gli infortuni sul lavoro. Dall'inizio del 2020 ai primi mesi del 2021 sono stati registrati 15 morti



FIRENZE — La pandemia non ha ridotto gli infortuni mortali registrati sui luoghi di lavoro, è il più drammatico degli aspetti emersi durante il focus su salute e sicurezza svolto dal dipartimento della prevenzione e le parti sociali. Nel 2019 tra Firenze, Prato e Pistoia erano stati 12 i morti, nel 2020 anno in cui è esplosa la pandemia sono stati 10 e nei primi 5 mesi del 2021 sono già 5 i decessi.

Sotto la lente di ingrandimento sono finite le attività intraprese dal sistema di prevenzione aziendale nei diversi settori: edilizia, agricoltura, tessile ed altri comparti

Nel 2019, nella Regione Toscana sono state sottoposte a controllo oltre 15.000 aziende e circa il 18,7 per cento di queste non è risultato in regola.

Nel 2019 gli infortuni registrati in occasioni di lavoro nell’AUSL Toscana Centro sono stati: 2.355 gravi e 12 mortali (Dati consolidati Inail). Nel 2020 sono stati registrati 10 infortuni mortali e da Gennaio 2021 ad oggi 5 infortuni mortali (estratti dal sistema SISPC).

Al focus hanno partecipato per il dipartimento della prevenzione, il direttore Renzo Berti, il direttore area prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro e PISLL di Prato, Luigi Mauro; i responsabili delle Unità Funzionali PISLL di FI 1, Empoli, Pistoia e Unità operativa igiene e salute nei luoghi di lavoro, rispettivamente Alessandro Matteucci, Tonina Iaia, Pierluigi Faina e Franca Luongo, per il Dipartimento delle professioni tecnico sanitarie, il responsabile della struttura complessa dei tecnici della Prevenzione Mauro Margheri. Numerosi i rappresentanti presenti delle Parti Sociali dei diversi territori di competenza dell’Azienda Sanitaria: Confindustria, Confartigianato, CNA, Coldiretti distretto vivaistico, Con.de.co, Confederazione Italiana Agricoltori, Confagricoltura, Confcommercio, Confesercenti, Scuola Edile, Cassa Edile, Assoconciatori, Consorzio conciatori, Assaterzisti, Sindacati Confederali CGIL, CISL e UIL.

L’incontro è stato aperto da Renzo Berti che ha ricordato i gravi infortuni avvenuti e le recenti morti sul lavoro. “Episodi drammatici che non devono accadere - ha detto il direttore del Dipartimento. Questi accadimenti non hanno quasi mai nulla a che vedere con la fatalità ma sono il frutto di atteggiamenti sbagliati. Adempiere alle regole non significa eseguire un obbligo ma assumere una responsabilità. Nei luoghi di lavoro non bisogna pensare a soluzioni di carattere formalistico ma a soluzioni sostanziali. Condivido soluzioni semplici e sostenibili che possono essere attuate e al tempo stesso verificate. Il tema della salute pubblica rappresenta un investimento e non un costo. La Prevenzione più efficace è quella esercitata dagli addetti. Soltanto chi opera sistematicamente in una azienda è in grado di assicurare la sicurezza, tutto ciò si traduce in prevenzione.”

Nel 2020, durante il periodo di pandemia, si è registrato la chiusura temporanea di una grande parte delle attività produttive. Le attività dell’area funzionale prevenzione, igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro sono proseguite e sono stati effettuati 4279 controlli di cui 685 nell’ambito territoriale di Pistoia, 981 in quello pratese,1800 nel territorio fiorentino e 813 nell’ambito empolese. Gli esiti dei controlli hanno determinato 1021 prescrizioni, 23 sequestri e 1806 violazioni. Sempre nell’anno 2020 è stata inoltre effettuata una intensa attività di informazione e assistenza a supporto delle imprese.

Nel 2021 questi i dati registrati al 31 Maggio: controlli totali 2269 di cui 360 nell’ambito pistoiese, 637 nell’ambito pratese, 805 nel territorio fiorentino e 467 in quello empolese.

Nel corso dell’incontro sono state esposte dai responsabili PISLL di ogni ambito territoriale le attività intraprese nei vari settori e comparti, in particolare per quanto riguarda l’edilizia, l’agricoltura, la conceria, le attività sanitarie e le malattie professionali. Altro argomento affrontato è stato un focus sull’andamento degli infortuni sul lavoro analizzando gli elementi ed i fattori che aumentano i rischi infortunistici come la precarietà del lavoro, la scarsa organizzazione, la frammentazione del lavoro, lo sfruttamento e la mancanza di formazione oltre alle difficoltà delle aziende nella ripartenza con tutte le garanzie di sicurezza dopo la crisi pandemica.

“Ridurre gli infortuni gravi e mortali è il nostro obiettivo – ha sottolineato Luigi Mauro – e l’impegno di tutti è quello di abbatterli. Le morti sul lavoro hanno lasciato una ferita aperta nel mondo della prevenzione. Continueremo i controlli e le ispezioni ma tante attività possono essere svolte in accordo con le Parti sociali per arrivare ad un vero cambiamento culturale in ogni azienda e per arrestare l’emorragia degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali mettendo al centro il sistema di prevenzione aziendale”.

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