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Attualità lunedì 14 novembre 2022 ore 12:51

Il giallo della Salomè di Leonardo che fece perdere la testa a Stendhal

Quando il 15 Novembre del 1792, il dipinto giunse a Firenze dalle collezioni imperiali di Vienna: era opera certa di Leonardo da Vinci. Fino al 1830



FIRENZE — Le Gallerie degli Uffizi si confermano influencer dei social network e mettono a segno l'ennesimo post virale grazie al volto di Salomè attribuito per oltre 30 anni a Leonardo da Vinci  e che provocò turbamento a Marie-Henri Beyle, noto come Stendhal.

"È opera del maestro Leonardo da Vinci questo splendido volto femminile?" inizia così l'ultimo post della lunga serie di pillole culturali che le Gallerie fiorentine hanno ideato al fine di divulgare particolari curiosi della collezione con un linguaggio digitale contemporaneo che segue la cronologia degli eventi.

"Osservate l'ovale perfetto di questa raffinata Salomé - recita il testo dei curatori degli Uffizi - Non ha nulla di sanguinario se vista fuori contesto (la donna è sempre rappresentata al fianco di una testa mozzata!). Isolare il dettaglio di un'opera ci permette di conoscere le intenzioni di un artista".

Ecco il giallo "Non ci furono dubbi, quando il 15 Novembre del 1792, il dipinto giunse a Firenze dalle collezioni imperiali di Vienna: era opera certa di Leonardo da Vinci. L'attribuzione venne confermata fino agli anni trenta dell'800. La testa reclinata, lo sguardo abbassato, le labbra socchiuse rimandavano alla "Testa di fanciulla" di Parma, detta "La Scapiliata", eccezionale tavoletta appartenuta a Federico Gonzaga, oggi al Complesso Monumentale della Pilotta e già dal 1627 attribuita a Leonardo".

Il turbamento di Stendhal "Anche Stendhal si innamorò della donna ritratta, così bella da perdere il fiato e provocare una crisi acuta delle sue, la Sindrome di Stendhal appunto. Quando lo scrittore la vide per la prima volta fu colto da un brivido, una sorta di mancamento. Quel volto aveva lo stesso sembiante della sua amata Metilde Visconti. In quei tratti aveva riconosciuto la stessa grazia di quelle nobili figure lombarde che Leonardo aveva sicuramente incontrato in vita al servizio degli Sforza".

E poi il ma... "Ma un genio spesso confonde, invita all'emulazione, all'imitazione e a volte alla mistificazione. Allora il nostro dipinto è davvero mano di Leonardo? L'opera, fatta risalire al 1525, è certamente successiva alla parentesi terrena di Leonardo, morto ad Amboise il 2 Maggio del 1519".

Infine la soluzione del caso secondo gli esperti "Quanti pittori mutuarono lo stile del maestro toscano corteggiandone il genio? Vi presentiamo il vero autore di questo dipinto: Bernardino Luini, perfetto erede del maestro di Vinci, pittore assolutamente degno dell'aggettivo leonardesco".


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