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Attualità sabato 05 novembre 2016 ore 18:57

Il comizio improvvisato chiude il corteo

Dopo gli scontri, i manifestanti si sono dispersi in piazza Beccaria. Il Comitato Firenze Dice No: "Dissenso messo a tacere per conto di Renzi"



FIRENZE — La manifestazione contro il governo Renzi si è conclusa. Il corteo si è sciolto dopo un comizio volante in piazza Beccaria. 

Prima di andarsene, alcuni manifestanti hanno tracciato scritte contro il governo sul palazzo dell'archivio di Stato. Le stesse che gli operatori di Quadrifoglio stanno provvedendo a rimuovere dalle pareti degli edifici del centro. 

I partecipanti al corteo, alcune centinaia, hanno abbandonato la piazza e i gruppi venuti da fuori città vengono sorvegliati dalle forze dell'ordine mentre raggiungo la stazione di Santa Maria Novella. 

Il comitato Firenze Dice No ha subito fatto sentire la propria voce anche attraverso una nota. "In tutti i modi - si legge - si è cercato di impedire che si potessero rappresentare le ragioni di chi si oppone a questo governo e alle conseguenze di una riforma costituzionale che sa di autoritarismo e di ulteriore accentramento del potere nelle mani di pochi".

"Avevamo detto - proseguono - che non avremmo accettato lo scandaloso divieto di manifestare imposto dalla questura, che non saremmo stati confinati in piazza San Marco, ma che saremmo andati a portare le ragioni del NO fin sotto la Leopolda, dove Renzi e suoi figuranti del Partito Democratico come al solito si rintanavano lontani dalla società reale. Ci siamo presi sin da subito piazza San Marco in migliaia rendendo immediatamente chiaro che il tentativo di impedirci spazi di espressione e partecipazione avrebbe provocato una giusta e legittima risposta. La polizia si è comportata come la guardia privata di Renzi, assumendosi la responsabilità politica di mettere a tacere il dissenso per conto del premier".

"La reazione della polizia alla richiesta di cominciare una manifestazione verso la Leopolda dimostra gli spazi di democrazia che concede il sedicente Partito “democratico”. Cariche, lacrimogeni, fermi si sono riversati sulle migliaia di partecipanti ma nulla è riuscito a fermare la nostra capacità di comunicare a tutto il paese che il governo Renzi è il governo dell’austerità, dell’attacco ai diritti, dell’impoverimento generale. E che per questo va sfiduciato in ogni modo, nelle piazze e nelle urne, il 4 dicembre". 

"Quello che è successo oggi - prosegue la nota - è inaccettabile: una gestione dell’ordine pubblico tesa a impedire quegli stessi diritti civili e sociali che Renzi finge di difendere nei suoi teatrini a reti unificate. Durante le cariche è stato fermato Francesco, un ragazzo poi liberato sotto spinta della piazza che non ha smesso un momento di chiederne la liberazione. Ci sono stati anche diversi feriti dal momento in cui la polizia non ha smesso di inscenare provocazioni a margine del corteo".

C’è una parte del paese che sta alzando la testa, che non si beve più le baggianate di Renzi e che sa che bisogna riconquistarsi diritti e dignità tutti insieme, come successo oggi. 

Alla fine l'annuncio: "Torneremo in piazza il 27 Novembre a Roma, per una nuova grande giornata di mobilitazione popolare di massa ad una settimana dal voto sul referendum!"



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