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giovedì 14 novembre 2019

Attualità mercoledì 28 settembre 2016 ore 15:29

I sindacati rompono il silenzio sul Tav

La Cisl denuncia la situazione di stallo per 300 lavoratori nei cantieri rimasti in sospeso in attesa del progetto alternativo per il nodo di Firenze



FIRENZE — Le immagini che la Cisl evoca nella sua nota per denunciare lo stallo nei cantieri è quella della "talpa assemblata, ma in un angolo come se fosse abbandonata". 

Ha aspettato la fine del mese il sindacato per aprire bocca: "Come temevamo siamo arrivati a fine settembre e, a tutt’oggi, le Ferrovie non hanno ancora presentato alcun progetto alternativo per il passaggio dell’AV dal nodo di Firenze Smn, anzi, è calato il silenzio anche nei cantieri: nella zona Macelli-Rifredi ci sono gli operai preoccupati del loro futuro e nel cantiere di Campo di Marte c'è l'enorme “talpa” assemblata, ma in un angolo come se fosse abbandonata".

"Il sindaco di Firenze - si legge nella nota - in una recente serata di calura estiva, ha annunciato il blocco delle lavorazioni sul progetto sia del sottoattraversamento AV che della costruzione della nuova stazione ‘Foster’. Da allora, a parte le innumerevoli dichiarazioni stampa, della politica cittadina, delle istituzioni e dei massimi vertici delle Ferrovie, non è successo più niente". 

La preoccupazione del sindacato è rivolta ai lavoratori: "Gli operai, tecnici e impiegati (circa 300), che sono stati tutelati in questi ultimi mesi con la cassa integrazione straordinaria, a causa della crisi e per il blocco dei cantieri per inchieste giudiziarie, hanno scongiurato la procedura di mobilità e sono stati mantenuti legati all'opera (stazione ‘Foster’ e tunnel TAV) perché vi era una prospettiva di ripresa. Ora sono nuovamente ricaduti nella disperazione, senza prospettive e senza speranza, perché il lavoro, i progetti degli ultimi 20 anni, sono stati rimessi in discussione dal sindaco di Firenze. Non stanno meglio gli operai (circa 150 fra diretti e indiretti), che invece stanno completando le basi della stazione ‘Foster’ con un piano di lavoro fino a novembre; dopodiché calerà il buio anche per loro, perché, ben che vada, le FS non vogliono più fare la nuova stazione e le colate di cemento di questi giorni non si sa bene a cosa serviranno".

Ora le due categorie Filca e Fit di Firenze e della Toscana chiedono di sciogliere il nodo delle penali da pagare nel caso di un eventuale annullamento dell'appalto da parte del committente. "Le istituzioni accertino se esistono o meno queste penali e se sì pretendano che siano quantificate, informando l’opinione pubblica, individuando le responsabilità e richiamando al pagamento delle penali non con i soldi pubblici ma con gli averi personali.Nei giorni scorsi, con una nota congiunta, Regione e Comuni della piana hanno ribadito che “resta fondamentale la separazione tra i flussi dei treni AV e quelli dei pendolari.” Una dichiarazione assolutamente condivisibile in linea di principio, salvo il fatto che non si dice come fare ! Gli accordi sottoscritti nella Conferenza dei servizi per il nodo di Firenze non vengono menzionati e, soprattutto, il sindaco di Firenze, che ha bloccato questo progetto nazionale, non individua nessuna soluzione né per i pendolari della Toscana, né per i passeggeri dell’Alta Velocità"

Nel chiedere che le opere non restino "una cattedrale incompiuta nel cuore di Firenze", la Cisl chiede che "le Ferrovie prensentino una soluzione fattibile e credibile, che dia risposte al trasporto regionale e all’AV, con una forte integrazione con la gomma senza penalizzare nessun vettore". 



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