comscore
Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 06:30 METEO:FIRENZE12°  QuiNews.net
Qui News firenze, Cronaca, Sport, Notizie Locali firenze
lunedì 30 novembre 2020
corriere tv
Napoli, poker alla Roma con dedica a Maradona

Attualità sabato 31 ottobre 2020 ore 10:59

Condanne per la guerriglia urbana contro il Dpcm

Scontri, feriti e arresti. Non sono mancate le reazioni alle scene di guerriglia nella notte di scontri ad alta tensione nel centro storico



FIRENZE — La guerriglia urbana scatenata durante la manifestazione non autorizzata organizzata da un fronte anonimo contro il Dpcm del governo ha avuto inizio in piazza della Signoria e si è poi spostata verso il Duomo e piazza della Repubblica tra lancio di bombe carta, bottiglie e petardi (vedere articoli collegati). Alla fine si sono contati diversi feriti, 20 fermati e 4 arresti. Sono stati danneggiati gli arredi urbani del centro storico usati per essere lanciati contro le forze dell'ordine.

La manifestazione ha suscitato reazioni tra i sindacati delle forze dell'ordine e tra le categorie economiche scese in piazza negli ultimi giorni per contestare pacificamente le scelte del governo.

Riccardo Ficozzi, segretario generale del SIULP Fiorentino ha commentato “Non v’è dubbio che quei professionisti del disordine non rappresentano la disperata protesta di coloro che a causa di questa emergenza, stanno vivendo condizioni di maggiore disagio, categorie a cui è rivolta tutta la solidarietà del SIULP Fiorentino. Ma proprio perché non sono rappresentative di tali categorie è indegno che, in loro nome, illegalmente, si realizzino manifestazioni con l’unico evidente intento di creare caos e devastazione. Per ore sono state poste in essere vere e proprie attività di guerriglia urbana, con distruzione degli arredi cittadini e con il solo evidente ed innegabile intento di porre in essere scontri con gli operatori della polizia mediante lanci ininterrotti di vetri, sassi e bottiglie incendiarie. Il centro storico della città di Firenze, patrimonio mondiale Unesco, messo a ferro e fuoco per ore da alcune centinaia di delinquenti che avevano l’unico ed evidente intento di raggiungere tale risultato, rappresenta indubbiamente un abominio intollerabile che deve trovare una giustizia severa ed intollerante”.

Massimo Bartoccini, segretario SAP Firenze ha commentato "Gli attacchi alle forze dell’ordine da parte degli antagonisti infiltrati alla manifestazione non autorizzata, sono inaccettabili. È gravissimo che le forze dell’ordine subiscano aggressioni in un corteo, mentre sono impegnati a fare rispettare le norme anti assembramento e di sicurezza previste dal Dpcm per fronteggiare il contagio da Coronavirus. Ormai è chiaro che c’è un quadro preciso di questi gruppi di teppisti organizzati per scontrarsi con le forze dell’ordine. Firenze si aggiunge a tutte le altre città già prese d'assalto. E’ importante in questo momento storico isolare al massimo questi gruppi violenti che altro non fanno di aumentare il forte disagio sociale. Prendere come bersaglio i poliziotti con bombe carta e petardi con l’unica intenzione di ferirli, non è la soluzione al covid". 

E' intervenuto sulla guerriglia fiorentina anche Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato “Anche Firenze è stata vittima di criminali che hanno attaccato le forze dell’ordine, fatto ben dieci feriti fra gli agenti e danni alla città e ai mezzi di servizio. Fra gli altri, gruppi di estrema destra e appartenenti ai centri sociali hanno dato libero sfogo a tutta la violenza possibile e a farne le spese, come sempre sono stati i poliziotti. Il paese cammina sul filo di un’emergenza sicurezza a cui è necessario rispondere con provvedimenti straordinari. Non è pensabile di continuare a tamponare qua e là i raid di delinquenti di ogni risma che agiscono sfidando lo Stato e lasciare che ogni singola volta le forze dell’ordine li affrontino affidandosi al cielo. Serve che si intervenga subito con azioni forti e contestualizzate, legittimate da questa emergenza sanitaria che ha a sua volta creato una situazione totalmente non contemplata fin qui nel nostro sistema. Servono azioni decise per prevenire i disordini, bloccando sul nascere le proteste non autorizzate e disperdendo subito i partecipanti, ma soprattutto azioni repressive severe contro gli autori di attacchi, azioni di guerriglia, comportamenti para terroristici. Urgono leggi straordinarie per rispondere ad aggressioni straordinarie, sempre più dilaganti, alle quali non si può rispondere con norme ordinarie e peraltro già inadeguate”.

La segretaria generale della Cgil fiorentina Paola Galgani ha commentato “A Firenze stanotte è successo quello che avevamo già visto in altre città. Le legittime preoccupazioni per una condizione economica e sociale difficile sono state utilizzate per devastare la città e attaccare le forze dell’ordine. D’altra parte quando si convoca una manifestazione in maniera anonima lo si fa per una ragione. Il mondo del lavoro e il sindacato confederale continueranno a rappresentare le difficoltà, il disagio, i bisogni fondamentali delle persone manifestando e proponendo soluzioni. Lo abbiamo fatto e lo faremo mettendoci la faccia (con la mascherina) nel rispetto dei luoghi e delle persone perché così si difende la libertà e la democrazia. Grazie alle forze dell’ordine”.

Santino Cannamela, presidente Confesercenti Firenze ha detto "Non è stata una manifestazione o comunque qualcosa di riconducibile al principio costituzionale della libertà di espressione, ma una preordinata guerriglia urbana condotta con tutte le tecniche del caso. Non resta che contare i danni ed augurarsi possano comunque essere identificati gli autori dei gesti criminali a cui abbiamo assistito in tutte le dirette social della serata. Tutta la nostra solidarietà e un grande ringraziamento alle forze dell’ordine che hanno fatto quanto possibile per difendere la città da una vile aggressione".



Tag
 
Programmazione Cinema Farmacie di turno

Ultimi articoli Vedi tutti

Attualità

CORONAVIRUS

Attualità

Attualità