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Attualità venerdì 04 giugno 2021 ore 17:52

Chiuso il Covid Center di Careggi

La struttura era stata realizzata con la conversione delle cliniche chirurgiche per ospitare esclusivamente i pazienti affetti da Covid-19



FIRENZE — Il Covid Center dell'ospedale di Careggi è stato chiuso, ha assistito 974 pazienti nella seconda fase della pandemia, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani ha ringraziato gli operatori.

È stato dimesso l’ultimo paziente del Covid Center di Careggi, il padiglione bolla preparato nell’Aprile del 2020 in previsione della seconda ondata pandemica e attivato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani alla fine dello scorso Ottobre. 

Il direttore Generale Rocco Damone ha spiegato "la struttura ha assistito 974 pazienti su un totale di 2913 pazienti Covid-19 ricoverati a Careggi dall’inizio della pandemia, nel Marzo del 2020". "Grazie alla lungimiranza del presidente Giani che ha creduto fin dai primi momenti in questa strategia organizzativa il Covid Center - ha aggiunto Damone - ha consentito di preservare oltre alle attività oncologiche e alle urgenze anche molte altre prestazioni ad alta complessità e di garantire il necessario supporto all’Area Vasta, nei momenti di maggiore diffusione del virus".

"Mentre la campagna di vaccinazioni, con il salto di qualità di queste settimane, ci sta aiutando a dare la spallata finale al virus - ha detto il presidente Eugenio Giani - la chiusura del Covid center di Careggi è una splendida notizia e, insieme, la conferma che abbiamo scelto una strategia che si è rivelata vincente. Quando, nell'Ottobre dello scorso anno, abbiamo inaugurato questa struttura, nel momento in cui la curva della pandemia si stava nuovamente impennando, abbiamo scommesso sul lavoro di squadra fra Azienda, Estar, operatori sanitari e sulla capacità di coordinamento e organizzazione che hanno consentito di gestire al meglio una malattia così grave e complessa, senza peraltro venir meno alle necessità dei pazienti colpiti da altre patologie che, in un'Azienda grande e polispecialistica, con tante attività d'eccellenza come Careggi, hanno comunque avuto sempre una pronta risposta. Oggi, nonostante la fatica, le sofferenze fisiche e psicologiche, il dolore per le vittime a cui va il mio ricordo, credo che tutti gli operatori di questo ospedale possano dire di essere usciti arricchiti dal punto di vista professionale ed umano, da questa terribile esperienza. Pronti a riprendere l'attività ordinaria con la competenza, l'attenzione e la qualità di sempre".

"Il direttore dell’Ospedale Careggi di Firenze, il più grande della Toscana, mi ha appena informato di aver chiuso il Covid Center. Un grande risultato e un grande lavoro di tutti gli operatori. Grazie!" ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella.

Nella seconda e terza ondata dallo scorso Settembre ad oggi, sono stati complessivamente ricoverati 2305 pazienti a Careggi e oltre il 40% di questi è stato assistito nel Covid Center.

La struttura dotata di livello assistenziale ordinario ed intensivo ha accolto 167 ricoverati all’interno del Padiglione nei 16 letti di terapia intensiva e oltre 800 pazienti nei 57 posti letto ordinari, per un totale di circa 10mila giornate di ricovero complessive. Gli esiti del Covid Center di Careggi segnano una percentuale di guarigione di circa l’85% in linea rispetto alla gravità della pandemia con una mortalità del 16%. 

Carolo Nozzoli, direttore del dipartimento DEAS ha sottolineato "la dedizione del personale, medici, infermieri e operatori sociosanitari che hanno lavorato in grande armonia riuscendo a coordinare competenze provenienti da diversi percorsi e strutture dell’Ospedale, confermando che in questo spirito di collaborazione è la chiave del successo contro le grandi malattie”. “Abbiamo costruito una grande squadra - ha detto Giovanni Cianchi, responsabile clinico della Terapia intensiva del Covid Center diretta dal dottor Adriano Peris - 12 anestesisti supportati dagli specializzandi che è riuscita a fronteggiare una malattia molto grave, diventata sempre più pericolosa con il passare del tempo e aggressiva verso pazienti sempre più giovani, siamo professionalmente rafforzati da questa esperienza, ma resta il dolore per le persone che non abbiamo potuto salvare”. Alessandro Morettini, responsabile organizzativo, ha apprezzato “la capacità di reazione dell’Azienda di fronte all’emergenza Covid, con una risposta organizzativa efficace, grazie ai vari professionisti che si sono impegnati in un lavoro faticoso e non privo di rischi. Pensiamo di aver imparato molte cose, a utilizzare tecniche e farmaci nuovi e abbiamo migliorato la capacità di lavorare insieme. Lara Giuntini coordinatrice infermieristica della Terapia intensiva “come infermieri ci siamo confrontati con colleghi provenienti da esperienze professionali diverse e questo ci ha arricchito dal punto di vista professionale e umano. Di fronte ad una malattia molto grave che ha fatto tante vittime i successi che siamo riusciti a ottenere ci hanno ripagato della fatica fisica ed emotiva in questi lunghi mesi di lotta al Covid in terapia intensiva”. Anna Maria Cristino responsabile delle degenze mediche, nell’ambito del coordinamento della Caposala Giuseppina Gallo, ha ringraziato i colleghi "per l’impegno a fianco dei pazienti e ricorda questo periodo di grande lavoro pensando ai malati, in particolare a quelli che non è stato possibile salvare, per il sacrificio di tanti operatori e per onorare la memoria di queste persone è importante tornare alla normalità seguendo le necessarie regole di prudenza per la prevenzione del contagio”.

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