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Cronaca giovedì 23 luglio 2020 ore 13:31

Carichi a pallettoni in attesa dei cinghiali

I carabinieri hanno sorpreso due bracconieri appostati alle porte di Firenze con fucili, pistole, coltelli e munizioni per la caccia dei cinghiali



FIRENZE — I carabinieri forestali hanno colto in flagrante due bracconieri appostati, di notte, con fucili pronti all’uso, in attesa di sparare ai cinghiali, in via delle Ballodole, a Firenze. In accordo con la Questura, tenuto conto dei precedenti, i militari hanno provveduto al ritiro cautelare di 18 fucili, una pistola, 637 munizioni ed un coltello uso caccia. Le due persone sono state denunciate per molteplici reati tra cui: porto abusivo di armi comuni da sparo e munizioni, esercizio di caccia in periodo di divieto generale, uso di munizione spezzata per la caccia agli ungulati e foraggiamento di fauna selvatica.

L’attività in essere è partita da un’indagine iniziata nel 2019 a seguito di segnalazioni di presunti atti di bracconaggio in un’area di via delle Ballodole. Dopo molti appostamenti e sopralluoghi, è stata individuata un’area dove spesso venivano trovati residui di pasturazione. La sera alle ore 21 e 30 circa, appostatisi in prossimità di una struttura già individuata e realizzata per le attività di bracconaggio, i militari hanno accertato che la porta d’ingresso era chiusa dall’interno dove era presente una persona che imbracciava un fucile caricato a pallettoni. 

Il fucile è risultato illegale in quanto privo di qualsiasi matricola d’identificazione. All’interno del capanno altre munizioni. Il capanno era strutturato in modo che da un’apertura appositamente creata, il soggetto sparava alla selvaggina ungulata, in particolare cinghiali, i quali venivano attratti in prossimità del capanno dal foraggiamento a circa 6/7 metri, composta da mais, pane e ghiande. I militari scoprivano inoltre che il bracconiere colto sul fatto, operava unitamente ad un’altra persona la quale, ad una distanza di circa 100 metri, si era appostata su una quercia. La persona appostata sulla pianta imbracciava un fucile semiautomatico calibro 12 caricato a pallettoni che non risultava essere stato denunciato. Dall’alto sparava verso il basso alla selvaggina ungulata che veniva attratta in prossimità della pianta dal foraggiamento.

L’attività posta in essere dai due soggetti di nazionalità italiana è risultata illegale in quanto svolta in violazione di norme, sia venatorie che sulla detenzioni di armi. I militari, constatato il reato in corso, in particolare le violazioni in materia di detenzione e porto di armi illegali, procedevano, alle perquisizioni veicolari e domiciliari delle abitazioni dei due soggetti. Da tale attività emergevano altre violazioni, sia di carattere penale che amministrativo, quali la detenzione illecita di munizionamento a palla e la detenzione di tagliole a scatto, o bocca di lupo, atte alla cattura di fauna selvatica. 

Nel corso dell’operazione sono stati sottoposti a sequestro penale 2 fucili, 121 munizioni di vario calibro, sia a palla che terzarole e 4 tagliole.


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