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Attualità venerdì 20 novembre 2020 ore 19:30

"Caffè a 50 metri? Mi arrendo e chiudo tutto"

Il presidente di Confcommercio Firenze ha deciso di tenere chiuse le attività, dopo l'ordinanza che vieta le consumazioni entro i 50 metri dai locali



FIRENZE — Bancone vuoto e porte sbarrate, il presidente di Confcommercio Firenze e vice presidente della Federazione italiana dei pubblici esercizi ha risposto con la chiusura all'ultima ordinanza del sindaco di Firenze, Dario Nardella.

Lo aveva annunciato sui social in segno di protesta per l'ordinanza che vieta le consumazioni entro i 50 metri dai locali. Aldo Cursano racconta a QUInewsFirenze la decisione di chiudere le attività delle quali è titolare come la storica caffetteria di piazza dell'Unità d'Italia.

Ieri l'ultimo caffè

"Mi sono arreso, non è possibile andare avanti così. Siamo rimasti aperti per dare un segnale di speranza per tenere una luce accesa nel centro storico che si è svuotato nuovamente. L'ordinanza ha spaventato gli ultimi clienti che oramai venivano più per solidarietà che per necessità".

Il sindaco ha motivato l'ordinanza con le segnalazioni di assembramenti vicino ai locali 

"Negli ultimi giorni abbiamo fatto la media di un caffè ogni ora. Non c'è nessuno in giro ma quali assembramenti? Pagherei oro per avere 3 persone in fila davanti al bar".

La categoria come ha reagito all'ordinanza?

"Nei prossimi giorni chiuderanno anche altri colleghi perché non possiamo combattere con il virus ma neppure con le istituzioni. Abbiamo chiesto di aprire la Ztl ed invitare le persone a non abbandonare gli esercenti del centro ed invece vengono aumentate le restrizioni. Non ne possiamo più. Se non si è capito il senso sociale delle nostre aperture e si pensa che possa esserci un ricavo dal nostro stare aperti allora significa che non esiste considerazione del nostro lavoro". 

Come ne esce Firenze?

"E' una città ferita, in ginocchio. L'accoglienza è il nostro segno distintivo ma il fatto che non ci siano turisti non significa che la città debba chiudere. Abbiamo lavorato incassando 50 euro al giorno. Ci sono attività storiche che hanno costi di gestione altissimi eppure hanno stretto i denti ma occorre un aiuto non possiamo subire ogni giorno una nuova mazzata". 



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