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Attualità venerdì 04 novembre 2022 ore 10:06

Boom parrucchieri ed estetisti abusivi post Covid

Dopo la pandemia sarebbe esplosa la concorrenza sleale, è l'allarme lanciato da Confartigianato su alcuni settori come parrucchieri ed estetisti



FIRENZE — Le piccole imprese artigiane oltre a pagare il prezzo più alto per la crisi si ritrovano stritolate nella spirale dell'abusivismo proliferato durante la pandemia, quando a botteghe chiuse tanti si sono rivolti ai profili social per servizi alternativi, è l'allarme di Confartigianato.

A detta degli artigiani fiorentini in tanti si sarebbero inventati la professione promuovendosi attraverso i social network e ricevendo a casa o andando a domicilio dei clienti sfruttando il periodo di prolungata chiusura delle attività su strada.

A Firenze il problema sarebbe grave tanto che Confartigianato Firenze ha lanciato l’allarme chiedendo controlli serrati anche extra attività su strada.

“L’abusivismo commerciale è solo la punta dell’iceberg e, comunque, ogni azione di contrasto, come quelle svolte durante il ponte, è ben accetta e rappresenta un segnale di presenza dello Stato e delle Istituzioni - ha detto Alessandro Sorani, presidente di Confartigianato Firenze - Bisogna, però, intensificare le azioni di contrasto. Ogni giorno le nostre piccole e medie imprese perdono clienti, i clienti perdono qualità e professionalità e lo Stato perde entrate. Fino ad oggi non abbiamo visto una chiara volontà di contrastare alla radice il fenomeno e questo è frustrante per tutti coloro che lavorano nella piena trasparenza. Siamo di fronte a uno stillicidio quotidiano, inaccettabile in questo momento storico”.

Tra i settori più colpiti, estetica e cura della persona oltre alla produzione di profumi, sempre più contraffatti, come testimoniano alcuni associati di Confartigianato Firenze.

“Il mio settore è terra di nessuno: è una lotta impari contro una concorrenza sleale che nessuno sembra voler stroncare - racconta Marzia Mancini, titolare di Coccole e Sole, che aggiunge - Non c’è alcun tipo di controllo, tutti hanno le mani legate, nessuno può perseguire chi lavora in casa. In più, i disonesti si fanno pure pubblicità apertamente sui social, rispondono alle richieste e inviano pure il prezzario. Ho scoperto poi che ci sono anche delle app per prenotare appuntamenti a casa. Tutto alla luce del sole e nessuno interviene! Noi estetisti siamo assimilati agli studi medici e, per questo, dobbiamo attenerci a regole precise, a tutela della salute nostra e di quella del cliente. Ci sono moltissimi pseudo-corsi che sfornano decine e decine di persone che vanno a intasare il mercato offrendo un non-servizio a prezzi stracciati. Siamo stati considerati non essenziali durante la pandemia. Oggi ci fanno concorrenza. Resistere diventa difficile, soprattutto se lo Stato non interviene”.

Problemi analoghi per i parrucchieri “Il nostro settore è molto esposto alla concorrenza sleale, che è esplosa durante la pandemia - Claudio Barbetti, titolare di Domina Hair - Io ogni giorno apro e so che ho almeno 400 o 500 euro di costi, mentre chi lavora in nero no”.

Contraffazioni nel settore delle profumeria artigianale, Francesca Di Massimo, titolare della Spezieria Palazzo Vecchio spiega “Ci sono molti elementi che permettono di riconoscere un prodotto contraffatto: il colore, gli elementi di packaging a basso costo come vetro, pompa spray e tappi. In più, mentre le note di cuore sono riproducibili anche con materie prime sintetiche, le note di fondo come legni, ambre o resine sono quelle che danno persistenza al profumo nel tempo e sono veramente difficili da riprodurre a basso costo. Consiglio di lavorare sulla riconoscibilità del proprio prodotto, in modo che il cliente sia il primo controllore e di affidarsi a rivenditori qualificati”. 


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