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mercoledì 23 ottobre 2019

Attualità martedì 16 luglio 2019 ore 12:26

Biopsie renali direttamente al letto del paziente

Nel reparto di nefrologia del Santa Maria Annunziata, piccoli frammenti di tessuto renale sono esaminati al microscopio per la diagnosi delle malattie



FIRENZE — Da circa un anno la Nefrologia dell’Ospedale Santa Maria Annunziata effettua in autonomia biopsie renali che vengono eseguite direttamente al letto del paziente da un team di soli nefrologi e infermieri secondo un protocollo aziendale che prevede anche la lettura al microscopio dei preparati istologici allestiti dalla Anatomia Patologica dell’Azienda Usl Centro. Nei primi sei mesi di quest’anno sono già state eseguite circa 20 biopsie.

Un team di professionisti guidati dal dottor Pietro Dattolo, direttore nefrologia dell’Ospedale Santa Maria Annunziata, preleva piccoli frammenti di tessuto renale per esaminarli al microscopio ottico e diagnosticare una possibile malattia renale. Il campione prelevato viene processato presso l’Anatomia Patologica dell’Azienda Usl che dopo circa 7-10 giorni invia i vetrini allestiti e colorati presso la nefrologia dell’OSMA. Ciò permette di diagnosticare con precisione malattie renali che, se non curate con terapie mirate, portano inebitabilmente alla dialisi o al trapianto renale

Da cinque anni fa parte del team nefrologico dell’Osma la dottoressa Chiara Somma che quest’anno si è contraddistinta per aver ricevuto il premio “Piero Gambaccini” durante la serata di raccolta fondi organizzata dalla Fondazione Santa Maria Nuova lo scorso giugno. Il premio è stato istituito dal dottor Giancarlo Landini, Presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus in collaborazione con l'Azienda Usl Toscana Centro e la “Philip and Irene Toll Gage Foundation” per permettere ai professionisti dell’ospedale Santa Maria Nuova e di tutta l’Azienda sanitaria di perfezionare le proprie competenze all’estero attraverso un percorso formativo mirato.

Grazie a questa opportunità la dottoressa Somma a breve si recherà a Seattle per svolgere un periodo formativo di tre mesi presso il prestigioso Dipartimento di Patologia dell’Università dello Stato di Washington, diretto dal professor Charles Alpers, per perfezionare la lettura al microscopio delle biopsie renali. Qui ogni giorno vengono esaminate circa 20 biopsie con una media annua di circa 5000-6000.

Oltre alla dottoressa Somma quest’anno ha ricevuto il terzo premio Gambaccini anche la dottoressa Alessandra Giuello, specialista in medicina interna e dirigente medico dal 2008 presso il Dea del Santa Maria Nuova. A ottobre effettuerà un periodo di aggiornamento professionale presso il Dipartimento di Neurologia della Clinica Universitaria di Amburgo, centro di riferimento nell’impiego di tecniche di neuroimaging avanzate (nello specifico tecniche RM capaci di retrodatare in modo affidabile l’evento ischemico cerebrale) a supporto del clinico nella selezione di pazienti con ictus al risveglio o ad esordio indeterminato da avviare a trombolisi sistemica. Il tutto nell’ottica di rendere quest’ultima una cura accessibile anche a coloro a cui fino ad ora era preclusa.



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