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Arte venerdì 15 dicembre 2017 ore 19:00

Aurelio Amendola: Michelangelo, affreschi digitali

In mostra all'Accademia delle Arti del Disegno gli affreschi digitali di Giannoni&Santoni realizzati a partire dalle fotografie di Aurelio Amendola. Dal 15 dicembre al 6 gennaio.



FIRENZE — Già vedere una mostra di fotografie di Aurelio Amendola è di per sé un'esperienza difficilmente dimenticabile. Vedere poi i suoi scatti alle opere di Michelangelo, con la loro capacità di ricreare in due dimensioni la profondità, la matericità di sculture (e che sculture!) tridimensionali, è ancora più impressionante.

Tutto questo, ma non solo, è ciò che si può sperimentare visitando la mostra al momento in corso alla sala espositiva dell'Accademia delle Arti del Disegno. Perché con questa esibizione si è andati ancora un passo oltre. Coinvolgendo l'esperienza artigianale, sapientemente mixata ad una grande capacità innovativa e di visione, dell'azienda Giannoni & Santoni di Perignano in provincia di Pisa, Michelangelo non è passato solo dalla scultura alla fotografia, ma è approdato al digitale.

Grazie alla creatività e perizia tecnica dell'architetto Bartalini, art director dell'azienda, le foto di Amendola vengono infatti traslate su grandi superfici materiche capaci di trasformale in "affreschi digitali" e di conferire loro ulteriore ricchezza. Cemento, metallo, legno, fibre tessili, queste solo alcune delle superfici sulle quali le foto sono state prima trasposte e poi rifinite a mano per diventare un tutt'uno con la materia ed opere assolutamente uniche. Un'esperienza sensoriale ulteriore per il visitatore, che ha la possibilità di confrontare l'originale dell'opera fotografica - esposto - con la ricchezza di questa nuova modalità di fare artigianato contemporaneo.

Completano la mostra altre due opere, altrettanto particolari ed innovative. Si tratta in entrambi i casi di riproduzioni della pietà di Michelangelo, opera di grande forza e suggestione. Nel primo caso, si tratta di una scultura in marmo di dimensioni ridotte rispetto all'originale, realizzata da Gualtiero Vanelli, mentre nel secondo caso - forse il più eclatante, la Pietà diventa un'opera in polistirolo di tale bellezza da rendere quasi incredibile si tratti di un materiale che normalmente noi qualifichiamo come "da imballaggio". 


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