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Attualità mercoledì 30 settembre 2015 ore 17:10

Donna chiama donna

Hanno un età tra i 35 e i 55 anni le donne che si rivolgono allo sportello della Camera del lavoro per denunciare violenza, abusi e discriminazioni



FIRENZE — Da anni lo sportello assiste donne con problemi di lavoro, donne incinte che non sanno come coniugare la maternità con il mestiere, donne discriminate o maltrattate, o che hanno un genitore non più autosufficiente o che vogliono adottare un bambino.

Dallo studio dello sportello a cercare assistenza sono donne istruite, che vogliono la separazione, oggetto di violenza, molestie, stalking. 

Le casistiche su chi si rivolge allo sportello sono tante: le fasce d’età più rappresentate vanno dai 35 ai 55 anni, ma con una presenza di ultra 60enni al 16%. Lo stato civile più frequente è il matrimonio, seguono separate e single, ma con un 17% di convivenze (solo il 14% sono divorziate); nella stragrande maggioranza con figli, mentre le non italiane sono al 18% (presenza significativa). 

Come facilmente intuibile, se pensiamo a tutte le statistiche che riguardano le donne, quelle che si sono rivolte allo sportello sono per lo più istruite: solo il 18% con la scuola dell’obbligo, a fronte di un 34% con titoli nella sfera universitaria, da laurea breve a master, e un’alta presenza di diplomi. Sono prevalentemente occupate nei servizi e nel pubblico impiego; poi vengono le pensionate, ma cominciano a essere molto presenti i contratti “atipici”: sono il 22%, mentre al 17% si trovano le disoccupate o casalinghe.

Ma perché si rivolgono allo sportello? Il primo approccio è per chiedere informazioni e per la separazione, ma si trova un 9% di donne che ritengono di subire mobbing. L’11% denuncia molestie sul luogo di lavoro (due i casi di stalking), il 26% denuncia violenza. 

C’è anche un numero importante di persone che si sono rivolte per motivi che vanno dalle informazioni sull’adozione alle procedure per riconoscimenti parentali, fino alle discriminazioni sul luogo di lavoro, da affrontare con l'Ufficio vertenze e la categoria di riferimento.

Più della metà delle donne che si sono rivolte a “Donna chiama donna” non è iscritta alla Cgil, ma il 73% conosce il servizio tramite informazione sindacale.

Del servizio si è parlato durante un convegno organizzato dal Coordinamento donne  Cgil Firenze e Toscana dal titolo: Discriminazione di fatto, difesa di diritto: l'azione sindacale dopo l'approvazione del Jobs Act.



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