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Lavoro venerdì 09 luglio 2021 ore 19:10

Gkn chiude la fabbrica, 422 dipendenti licenziati

La fabbrica della Gkn
La fabbrica della Gkn

L'azienda ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per tutti i lavoratori. A renderlo noto il segretario generale della Fiom-Cgil Calosi



CAMPI BISENZIO — Una mail informativa a tutti i dipendenti per annunciare la chiusura imminente dell'azienda e il licenziamento di tutti e 422 i dipendenti. E' quello che è successo nei giorni scorsi ai lavoratori della Gkn, azienda che produce componenti per l'automotive con uno stabilimento Campi Bisenzio, che ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per tutti i propri dipendenti. L'impresa è in crisi da tempo.

La fabbrica oggi era chiusa per le ferie concordate dalla proprietà con i sindacati e la notizia dei licenziamenti è arrivata per email. Un centinaio di lavoratori ha quindi deciso di rientrare nel capannone e una volta dentro hanno dato il via a un'assemblea permanente.

A renderlo noto Daniele Calosi, segretario generale della Fiom-Cgil di Firenze e Prato.

Una doccia fredda terribile stamattina - ha dichiarato Calosi -. La Gkn di Campi Bisenzio ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per tutti i propri dipendenti, assumendosi la responsabilità di un enorme danno sociale, lasciando senza lavoro 422 lavoratrici e lavoratori, oltre che economico con conseguenze nefaste per tutto l'indotto".

"Sembra la scena di un film già visto con il caso della Bekaert: una scelta criminale di una multinazionale che conferma ancora una volta, se c'è ne fosse bisogno, che i datori di lavoro vogliono che il costo di questa crisi ricada sulle persone che per vivere devono lavorare.
Un comportamento intollerabile, anche alla luce dell'Avviso Comune firmato dalle Parti Sociali e dal Governo lo scorso 29 Giugno e dei meccanismi di gestione delle crisi previsti dalla Legge e dal Contratto Nazionale".

"Come Fiom chiariamo subito che non firmeremo alcun licenziamento: non possiamo accettare che si consumi l'ennesimo dramma sociale che, inoltre, avrebbe importanti ripercussioni per tutto il tessuto economico e produttivo fiorentino che non può permettersi di incassare l'ennesimo attacco alle sue professionalità e non può accettarlo tutta la comunità fiorentina, dai cittadini alle istituzioni politiche e sociali. Per questo chiediamo all'azienda il ritiro immediato della procedura di licenziamento e l'attivazione degli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa vigente e alle istituzioni politiche la convocazione del tavolo al Ministero dello Sviluppo, coinvolgendo la Regione Toscana e le Istituzioni Locali”.

Adesso si attiverà l'unità di crisi della Regione Toscana che poi contatterà anche il Ministero dello Sviluppo economico.

Secondo gli esponenti della Fiom Cgil, si tratta di "un comportamento intollerabile, anche alla luce dell'avviso comune firmato dalle parti sociali e dal governo lo scorso 29 Giugno e dei meccanismi di gestione delle crisi previsti dalla legge e dal contratto nazionale".

"Come Fiom chiariamo subito che non firmeremo alcun licenziamento - proseguono i sindacalisti - Non possiamo accettare che si consumi l'ennesimo dramma sociale che, inoltre, avrebbe importanti ripercussioni per tutto il tessuto economico e produttivo fiorentino che non può permettersi di incassare l'ennesimo attacco alle sue professionalità e non può accettarlo tutta la comunità fiorentina, dai cittadini alle istituzioni politiche e sociali".

"Per questo chiediamo all'azienda il ritiro immediato della procedura di licenziamento e l'attivazione degli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa vigente e alle istituzioni politiche la convocazione del tavolo al Ministero dello Sviluppo, coinvolgendo la Regione Toscana e le Istituzioni Locali” concludono Calosi e De Palma.

Anche le forze politiche si stanno mobilitando contro la chiusura. I parlamentari del Pd Dario Parrini, Filippo Sensi, Caterina Biti e Laura Cantini hanno definito la decisione della Gkn "un atto irresponsabile, unilaterale, inatteso", ritenendo necessario un immediato coinvolgimento del Ministero per lo sviluppo economico e del ministro del lavoro.

"Altra azienda, stessa storia: continua la mattanza dello sblocco dei licenziamenti del governo Draghi - ha commentato invece il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni - Depositerò un'interrogazione parlamentare affinchè il governo si attivi subito e venga in Parlamento a spiegarci cosa intende fare".

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha però invitato le parti sociali a non strumentalizzare la vicenda della Gkn. "Le aziende che stanno procedendo con le chiusure potevano licenziare anche prima, perchè la cessazione dell'attività era una delle clausole esimenti anche in presenza del blocco dei licenziamenti - ha detto Bonomi - Chi vuole strumentalizzare questi argomenti vuole solo fare polemiche".

Polemiche che ovviamente servono a poco di fronte a 422 persone che stamattina si sono svegliate pensando di avere un lavoro e che poche ore dopo hanno saputo, con una email, di non averlo più.

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