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Cronaca venerdì 03 novembre 2017 ore 13:45

A bordo dei treni con la droga nascosta nel retto

Smantellata una maxi rete di spacciatori attiva fra la Campania e la Toscana. Nove persone arrestate a Arezzo, Prato, Firenze, Castiglion Fiorentino



AREZZO — Trasportavano in treno, dalla Campania alla Toscana, ovuli di eroina e cocaina nascosti nella cavità rettale e nello stomaco. E' la rete di corrieri della droga scoperta dai carabinieri della compagnia di Arezzo, con il supporto dei militari del reparto territoriale di Aversa, della compagnia di Cortona e di 2 unità cinofile del Nucleo di Firenze che alle prime luci dell'alba di oggi ad Arezzo, Firenze, Prato, Castiglion Fiorentino e Casaluce (Caserta) hanno dato esecuzione a un'ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Arezzo, su richiesta della Procura, nei confronti di nove persone, tutte ritenute responsabili di concorso nel reato continuato di spaccio di sostanze stupefacenti. Cinque sono finiti in carcere, due ai domiciliari e due sottoposti all'obbligo di dimora.

Il provvedimento restrittivo costituisce l'epilogo di un'articolata e complessa indagine avviata nel luglio del 2015, che ha permesso di ricostruire una rete di cittadini tunisini, algerini ed italiani che avevano attivato nella città di Arezzo un vero e proprio piazze di spaccio nelle zone Saione, Campo di Marte e Piazza Guido Monaco, destinate allo smercio di cocaina ed eroina a circa 120 assuntori abituali del posto. Durante le indagini sono state infatti documentate circa mille cessioni di sostanze stupefacenti.

L'indagine ha svelato, inoltre, le rotte di provenienza dei traffici illeciti. Si è appurato così che gli indagati raggiungevano, con cadenza periodica, un nigeriano domiciliato nelle campagne di Aversa, in Campania, fornitore di ingenti quantitativi di cocaina ed eroina.

Il trasporto dalla Campania ad Arezzo dello stupefacente avveniva tramite corrieri che celavano gli ovuli contenenti le sostanze nella cavità rettale o attraverso l'ingestione nello stomaco e si spostavano utilizzando il treno, considerato a basso rischio di controlli da parte delle forze dell'ordine. Questi espedienti hanno più volte messo in pericolo di vita gli stessi spacciatori che in alcuni casi, per la perforazione degli ovuli, hanno dovuto ricorrere a urgenti cure da parte dei sanitari.

"L'estrema capacità a delinquere degli arrestati - spiegano gli investigatori - è stata dimostrata inoltre dalla continuità nell'attività di spaccio proseguita anche durante il regime di arresti domiciliari e dal coinvolgimento, in due casi, delle mogli degli spacciatori, con le quali costituivano di fatto nuclei familiari totalmente dediti allo smercio dello stupefacente".

L'indagine, benchè relativa a fatti reato commessi in concorso, ha svelato l'evoluzione dei rapporti e degli equilibri tra gli arrestati. Infatti, alcuni di questi, inizialmente con mansioni esecutive, a seguito di arresti, hanno tentato di gestire il traffico in prima persona proponendosi quali referenti locali esclusivi per il fornitore in provincia di Caserta.

Durante l'esecuzione delle misure sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro ulteriori quantitativi di sostanze stupefacenti e la somma contante di 26400 euro, ritenuta provento dell'attività di spaccio.

Al termine delle operazioni di cattura e fotosegnalamento, dei destinatari delle misure cautelari, 5 sono stati condotti presso le case circondariali di Arezzo, Prato, Firenze Sollicciano e Santa Maria Capua Vetere, 2 sottoposti agli arresti domiciliari e 2 all'obbligo di dimora.


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