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martedì 12 novembre 2019

Attualità lunedì 21 ottobre 2019 ore 16:58

Uffici postali a rischio, sono tre a Firenze

Nei giorni scorsi i residenti hanno lanciato una petizione per scongiurare la chiusura di alcuni sportelli di zona che rientrano nel piano di revisione



FIRENZE — L'ultima decisione sulla chiusura con accorpamento degli uffici postali fiorentini spetta all'azienda, ma passerà per Palazzo Vecchio. Il tema della razionalizzazione delle risorse è arrivato in Consiglio comunale dopo gli appelli, la raccolta firme di via delle Cento Stelle e l'incontro tra la vice sindaca Cristina Giachi ed i vertici di Poste Italiane guidate dall'AD Matteo del Fante.

Sono tre gli uffici a rischio nel capoluogo, in via delle Cento Stelle tra Campo di Marte e Coverciano, in viale Spartaco Lavagnini, tra Fortezza da Basso e piazza della Libertà e all'Osmannoro, nella periferia tra Firenze e Sesto Fiorentino.

La consigliera del Partito Democratico Francesca Calì ha presentato un question time al quale ha risposto proprio la vice sindaca Cristina Giachi. “Come Anci Toscana abbiamo appreso, dall'amministratore delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante, che c'è stato un ripensamento sulla chiusura di alcuni uffici postali nei comuni con meno di 5000 abitanti. Rimangono però a rischio chiusura alcuni uffici postali nelle città. A Firenze - ha ricordato la consigliera Calì - sono a rischio chiusura gli uffici di via Centostelle, viale Spartaco Lavagnini e dell'Osmannoro. Poste italiane ha rassicurato che qualunque razionalizzazione verrà fatta tenendo presente le esigenze della città, del territorio e dei cittadini. Ci sono state diverse petizioni e sono state raccolte diverse firme. Anche Anci Toscana si è mossa per risolvere la questione. Su via Centostelle il Comune ha spiegato che si tratta di un ufficio che serve un territorio con molte persone anziane ed è stato dunque chiesto di salvaguardare quell'ufficio fermo restando che Poste Italiane sta pensando ad alcuni accorpamenti. Ci sarà un nuovo incontro tra la vice sindaca ed i vertici di Poste Italiane - ha concluso Calì - dove verrà riformulato un piano con la garanzia che nessuna decisione verrà presa senza che l'amministrazione comunale venga consultata”. 



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