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Attualità giovedì 08 gennaio 2015 ore 12:17

Processo Magherini, rinvio e nuove accuse

Servizio di Francesco Sangermano

Udienza preliminare aggiornata al 3 febbraio. Il gup dovrà decidere sul rinvio a giudizio dei 7 indagati. E il fratello attacca il pm Bocciolini



FIRENZE — Poco più di un'ora. Tanto è durata la prima udienza preliminare del processo per la morte di Riccardo Magherini deceduto durante un fermo dei carabinieri, la sera tra il 2 e il 3 marzo 2013 in borgo San Frediano a Firenze. 

Il gup Fabio Frangini ha quindi deciso di aggiornarla al prossimo 3 febbraio. In quella occasione dovrà decidere sul rinvio o meno a giudizio dei 7 indagati per omicidio colposo, 4 carabinieri (uno accusato anche di percosse) e tre operatori del 118, questi ultimi presenti anche fisicamente in aula.

Nel corso dell'udienza (in cui si sono costituite le parti civili fra cui il padre Guido, il fratello Andrea, la moglie e il figlio oltre a una delle nonne e altri parenti di Riccardo) il giudice ha ricevuto altri documenti medico-legali sia da parte del pm Luigi Bocciolini sia da parte dell'avvocato Francesco Maresca, difensore dei quattro carabinieri. 

Tra i punti principali dell'udienza preliminare ci sarà proprio il confronto tra diverse tesi medico-scientifiche relative all'ipotesi che Magherini sia morto per una excited delirium syndrome o, invece, per essere stato compresso a terra dai carabinieri che lo avevano fermato e bloccato.

Al termine dell'udienza il fratello di Riccardo, Andrea, ha duramente attaccato il pm Luigi Bocciolini che, a suo dire, "sta difendendo i carabinieri" e dunque "ci auguriamo che venga sostituito". La famiglia Magherini e il loro legale Fabio Anselmo non hanno trattenuto la loro "rabbia" verso il magistrato. "Bocciolini ha prodotto oggi un documento che di fatto è in difesa dei carabinieri - ha aggiunto Magherini - quattro paginette in inglese dove in sostanza si giustifica il metodo di immobilizzamento utilizzato dai carabinieri e serve ad affermare che mio fratello è morto per la sindrome chiamata excited delirium".

Il padre di Riccardo, Guido, si è invece lasciato andare dal canto suo a un nuovo duro attacco nei confronti dei carabinieri indagati. "Sappiamo che l'Arma è un'Arma rispettabile e rispettata, però nell'Arma ci sono anche i farabutti e i delinquenti. Questi quattro sono dei farabutti" ha tuonato. L'uomo, che si è anche abbracciato a lungo, all'esterno dell'aula, con Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ha aggiunto che "resta importante stabilire perché "il ragazzo era impaurito", nei momenti precedenti il fermo" ed ha ribadito la ferma volontà di " andare fino in fondo perché sia accertata la verità".



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