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Attualità mercoledì 23 dicembre 2020 ore 20:45

Cadaveri a pezzi nelle valigie, caccia alle tracce della presunta assassina

Prelevati alcuni reperti dall'abitazione dove gli inquirenti ritengono che i coniugi Pasho siano stati uccisi e smembrati dalla ex compagna del figlio



FIRENZE — I carabinieri del Ris (reparto investigazioni scientifiche) hanno passato al setaccio l'appartamento di via Fontana e e il garage di via del Pantano, a Scandicci, dove potrebbe essersi consumato il duplice assassinio di Teuta e Shpetim Pasho, i coniugi albanesi scomparsi nel Novembre del 2015 e i cui resti sono stati ritrovati la scorsa settimana, a pezzi, dentro quattro valigie gettate dalla Fipili in un terreno vicino al carcere di Sollicciano (vedi qui sotto gli articoli collegati).

Entrambi gli immobili sono collegati alla ex compagna di uno dei figli della coppia, fermata ieri dai carabinieri con l'accusa di omicidio, vilipendio e occultamento dei cadaveri, in concorso con altre persone al momento ignote. La 36enne adesso è in carcere a Sollicciano e per il 24 Dicembre è in programma l'udienza davanti al giudice per le indagini preliminari per la convalida dell'arresto.

L'appartamento di via Fontana fu preso in affitto nel 2015 dalla giovane albanese per 15 giorni proprio per ospitare i coniugi Pasho, arrivati in Italia per far visita ai figli che abitano in Toscana portando con sè 40mila euro in contanti, il risarcimento di un incidente e forse il vero movente del delitto. Gli inquirenti ritengono che proprio in quell'abitazione del quartiere di San Jacopino la donna arrestata possa aver ucciso la coppia, facendola poi a pezzi con una sega e disfandosi dei resti dopo averli distribuiti in quattro valigie: alcuni vicini di casa hanno dichiarato di averla vista uscire trascinando uno o più trolley da cui fuoriusciva liquido rossastro dall'odore terribile.

Il garage invece è collegato a un altro appartamento dove la donna ha convissuto con il figlio delle vittime (oggi in carcere in Svizzera per altri reati) e dove sarebbe rimasta fino al 2018, quindi anche dopo la fine della relazione e la fuga all'estero dell'ex compagno.

"Il Ris sta tornando a Roma con delle tracce repertate nell'appartamento di via Fontana la cui natura sarà stabilita dagli accertamenti che saranno effettuati nei laboratori della capitale - hanno spiegato i Carabinieri - I risultati stabiliranno se sono tracce utili ai fini dell'indagine".


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