Cronaca giovedì 16 marzo 2017 ore 17:08
Seviziò e uccise Andreea, ricorso in Cassazione

Riccardo Viti, condannato a 20 anni di carcere per aver ucciso una prostituta di 26 anni, ha impugnato la sentenza di appello davanti alla Cassazione
FIRENZE — Il delitto risale al 5 maggio 2014 e destò grande clamore in tutta la città: il corpo senza vita della vittima, Andreea Cristina Zamfir, fu ritrovato in fondo a una strada secondaria di Ugnano, sotto un viadotto, all'estrema periferia di Firenze. La giovane romena era in ginocchio e con le braccia spalancate legate a una sbarra come se fosse stata crocifissa. L'autopsia e le indagini evidenziarono che l'assassino l'aveva seviziata penetrandola con il manico di una scopa fino a ucciderla.
Pochi giorno dopo, Riccardo Viti, un idraulico di 58 anni, sposato, fu arrestato nella sua abitazione grazie alla memoria di un agente della questura fiorentina: il poliziotto si era ricordato che, alcuni mesi prima, durante un pattugliamento, era intervenuto per sedare una lite fra una prostituta e un uomo di mezza età. Episodio regolarmente verbalizzato con tanto di targa dell'auto dell'individuo che stava molestando la donna. Era Riccardo Viti.
Rintracciato, arrestato e processato non solo per l'omicidio di Andreea Cristina ma anche per altri episodi di violenza a carico di altre prostitute, l'idraulico è stato condannato sia in primo grado che in appello a vent'anni di carcere. Oggi la notizia che Viti ha impugnato la sentenza di appello davanti alla Cassazione per chiedere la riqualificazione del reato da omicidio volontario a omicidio colposo. Fra i punti principali del ricorso, la mancata audizione davanti al giudici di un testimone ritenuto fondamentale dalla difesa.
Dal giorno della condanna, Viti è rinchiuso nel carcere di Sollicciano nella sezione protetta per evitare ritorsioni da parte degli altri detenuti.
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