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Lavoro lunedì 22 marzo 2021 ore 18:15

Lo sciopero dei dipendenti Amazon fa il pieno di adesioni

Grande partecipazione a Firenze e a Pisa per il primo sciopero in Italia dei lavoratori della più grande azienda di commercio on line del mondo



TOSCANA — Con striscioni e slogan i lavoratori toscani di Amazon hanno protestato nel primo sciopero in Italia dell'intera filiera, dai fattorini agli addetti allo smistamento dei pacchi. Una giornata storica e la protesta, indetta dai sindacati Cgil- Cisl-Uil contro il colosso del commercio online, ha ricevuto una grande risposta da parte dei lavoratori che hanno fatto sentire la loro voce nei due presidi organizzati dai sindacati davanti alle sedi di Calenzano (Firenze) e di Montacchiello (Pisa). Le adesioni allo sciopero, come riferito dai sindacati, sono state alte: 82% a Firenze e 71% a Pisa. 

In Toscana la filiera Amazon coinvolge circa 800 lavoratori tra diretti e indiretti (appalti e delivery), uno sciopero indetto dai sindacati di categoria per chiedere un confronto alla multinazionale sui carichi di lavoro, turni, stabilizzazioni e clausola sociale.

Tutto il comparto oggi quindi è fermo: dagli addetti degli hub a quelli alle consegne, i driver, che sono circa 40mila in tutta Italia. Si tratta di fatto del primo stop in Italia di tutta la filiera, e i dipendenti che incrociano le braccia davanti ai cancelli degli stabilimenti del colosso del commercio online, hanno chiesto anche la solidarietà dei consumatori invitandoli a evitare acquisti per l'intera giornata.

Per Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti è "Inaccettabile l’indisponibilità della multinazionale al confronto con i sindacati”. Carichi di lavoro, turni, stabilizzazioni e clausola sociale tra le rivendicazioni dei sindacati.

"E’ inammissibile che Amazon non apra un tavolo con il sindacato visti anche i risultati di fatturato che il colosso di Seattle ha ottenuto in piena crisi pandemica. Adesso ci auguriamo che il confronto si apra davvero”, ha dichiarato il segretario generale Uiltrasporti Michele Panzieri.

“E’ accettabile - continua Panzieri - che nei magazzini si lavori per 9 ore di fila con soli 30 minuti di pausa? Sono accettabili turni di 44 ore settimanali per i driver? Noi crediamo di no. Crediamo che rendere i lavoratori schiavi di un algoritmo che non conosce soste significhi creare un mondo privi di diritti e dignità”.

“Amazon va a gonfie vele - ha sottolineato ancora Boni della Fit-Cisl Toscana -, sta traendo vantaggio da una pandemia che ha messo in ginocchio il mondo, il suo proprietario è tra gli uomini più ricchi del mondo: è inaccettabile che una realtà così snobbi i lavoratori, ignori le richieste sindacali, non voglia occuparsi dei propri addetti e riconoscere le loro necessità. Mai come in questa vertenza è in discussione la dignità che la nostra società riconosce alle persone e al lavoro"

Tra le richieste dei sindacati per i lavoratori Amazon, la verifica e contrattazione dei turni di lavoro, il corretto inquadramento professionale del personale, la riduzione dell’orario di lavoro dei driver, un adeguato importo dell’indennità di trasferta, la clausola sociale e continuità occupazionale in caso di cambio appalto o cambio fornitore ma anche un premio di risultato contrattato, l'indennità Covid per operatività in costanza di pandemia, stabilizzazione tempi determinati e lavoratori interinali e buoni pasto.

"Amazon può e deve coniugare lo sviluppo e il profitto con i diritti di chi lavora", ha affermato la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti in un video nel giorno dello sciopero. "Oggi è una giornata molto importante - ha dichiarato -. I lavoratori e le lavoratrici della filiera di Amazon hanno deciso di protestare per rivendicare un normale sistema di relazioni sindacali. Un messaggio importante rispetto alla necessità di parlare di lavoro di qualità".

In merito allo sciopero odierno, la country manager di Amazon.it e Amazon.es Mariangela Marseglia ha ritenuto opportuno scrivere una lettera ai clienti, assicurando che "l’impegno verso i nostri dipendenti e quelli dei fornitori di servizi di consegna è la nostra priorità assoluta".

"L'emergenza sanitaria - si legge ancora - tutt'ora in corso ha avuto un grande impatto sulla vita di tutti noi. Prendiamo molto sul serio il nostro compito di continuare a fornirvi un servizio utile, così come quello di proteggere la salute e la sicurezza di tutto il nostro personale".

"Continueremo - scrive Marseglia - ad assicurarci che tutto il nostro personale sia adeguatamente protetto. Offriamo test gratuiti e supporteremo in tutti i modi il piano di vaccinazione, appena sarà possibile, per far sì che ogni persona che frequenti i nostri siti venga adeguatamente assistita. Essere l'azienda più attenta al cliente al mondo significa anche informarvi sulla realtà dei fatti, soprattutto quando questi rischiano di non emergere adeguatamente, per continuare a meritarci la vostra fiducia", conclude Marseglia.

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