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Arte lunedì 16 maggio 2016 ore 14:13

Sguardi sul Novecento

Al Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi una mostra per conoscere gli artisti che hanno trasformato la ritrattistica nel XX secolo



LIVORNO — “Sguardi sul Novecento. Disegni di artisti italiani tra le due guerre” è la mostra che dal 17 maggio al 4 settembre 2016 sarà allestita nella Sala Edoardo Detti del Gabinetto Disegni e Stampe delle Gallerie degli Uffizi, a Firenze. In esposizione ci saranno 37 opere, fra disegni e stampe, per lo più sconosciute al grande pubblico e riferibili ai primi 30 anni del Novecento.

“L’invenzione della fotografia, i nuovi linguaggi dell’arte astratta delle avanguardie e le tragedie umane del Novecento hanno fondamentalmente trasformato la ritrattistica del secolo scorso – afferma il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt -. Queste opere, presentate per la prima volta nella mostra, essendo su carta e quindi più delicate, risultano tra le meno conosciute della collezione degli Uffizi, la più antica e ricca raccolta di autoritratti al mondo”. 

La scelta di quei fogli, eloquenti testimonianze della complessità dei primi decenni del cosiddetto ‘secolo breve’, segue una chiave di lettura che privilegia la rappresentazione di figure e volti, ritratti indagati con efficace introspezione psicologica. 

“La particolare chiave di lettura adottata per la presentazione delle acquisizioni del Gabinetto disegni e stampe esposte - aggiunge Marzia Faietti, Curatore del Gabinetto Disegni e Stampe delle Gallerie degli Uffizi - intende valorizzare la costante aspirazione al moderno, se non addirittura al contemporaneo, riscontrabile nella collezione grafica degli Uffizi sin dal nucleo iniziale delle raccolte medicee”. 

Il taglio interpretativo suggerisce percorsi che indagano le diverse declinazioni dell’arte in quei brevi e intensi decenni, soprattutto in Toscana, tra realismo, avanguardie e radicamenti nella locale tradizione figurativa. Da Anders Zorn a Giannino Marchig, da Emilio Mazzoni Zarini a Giovanni Costetti, e ancora Aselmo Bucci, Ram e Thayat, Giuseppe Lunardi, Pietro Bugiani, Kurt Craemer, Primo Conti, Mario Romoli, Giuseppe Lanza del Vasto, Alberto Giacometti e Marino Marini. 

Il tema è in definitiva la riaffermazione dell’individualità davanti al divenire di una modernità che ridisegna costantemente il nesso tra singolo e collettività, osservata in quegli anni cruciali tramite lo sguardo degli artisti, capaci di cogliere attraverso la rappresentazione del corpo il processo di formazione dell’identità.



 
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