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Attualità mercoledì 11 maggio 2022 ore 15:04

Festa per i primi dottorati in Smart Industry

Pierpaolo Dini ed Elena Coli brindano al dottorato

Il corso, svolto in collaborazione tra le Università di Pisa, Firenze e Siena, forma figure in grado di gestire la rivoluzione digitale nelle imprese



PISA — Una giornata storica, quella di oggi, per i tre atenei toscani, con la cerimonia di conferimento dei primi due dottorati in Smart Industry agli studenti Elena Coli e Pierpaolo Dini. Il corso di dottorato, partito nel 2018 e gestito dal Dipartimento di Ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa, è condotto in maniera congiunta dalle Università di Pisa, Firenze e Siena, e ha lo scopo di formare figure professionali che possano guidare l’innovazione tecnologica nei processi industriali, sfruttando al meglio le enormi potenzialità di Industria 4.0.

Sono oltre 50 gli studenti che stanno ora seguendo questo percorso di studi, sia italiani sia provenienti da diversi paesi del mondo: Russia, Iraq, India, Egitto, Germania, Iran, Turchia, Svizzera, Nepal e Serbia

“Si tratta di un percorso formativo unico in Italia, in cui gli obiettivi formativi non sono in primis la ricerca in accademia, ma l’industria e il trasferimento tecnologico, per promuovere la collaborazione tra industria e università all’interno della rivoluzione digitale – ha spiegato Pasquale Scilingo, professore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione di Pisa e coordinatore del dottorato –. Gli studenti devono formarsi in diversi campi, che vanno dall’informatica, matematica, ingegneria industriale e dell’informazione fino al management d’impresa. Per questo motivo il dottorato è condotto in modo congiunto tra tre Atenei, che mettono in comune le proprie competenze in settori di ricerca trasversali, e il forte orientamento al trasferimento tecnologico è dato dal confronto continuo con le imprese. La totalità dei progetti su cui lavorano i nostri studenti ha una immediata applicazione o validazione in una delle imprese con cui collaboriamo”.

Tra i punti di forza del percorso di formazione, oltre alla multidisciplinarietà, è infatti anche l’obbligo di condurre parte della ricerca presso laboratori di imprese o laboratori misti Università-imprese, oltre che quello di trascorrere un periodo di dottorato all’estero. 

“Volevo un percorso formativo che mi desse l’opportunità di coniugare il mio interesse per i management aziendale con la ricerca - ha raccontato Elena Coli, ingegnera gestionale -, mi occupo di strumenti di analisi dati e knowledge management, un asset sempre più fondamentale per le aziende, sia a livello manageriale che operativo. Tutti i tool che ho sviluppato durante i tre anni di dottorato hanno avuto applicazione su casi reali. Per me è stato emozionante e stimolante avere la libertà, che dà la ricerca, di pensare ed essere responsabile della progettazione di idee e soluzioni, ma al contempo vedere il proprio lavoro immediatamente in uso e utile al mondo aziendale”.

“Dopo la laurea ero stato assunto in una azienda del territorio in cui ho lavorato per quasi due anni – così Pierpaolo Dini, laureato in Ingegneria dell’Informazione –. Dopo questa esperienza ho capito che la ricerca è un grande valore aggiunto per accrescere non solo le conoscenze tecniche, ma anche per sviluppare una forma mentis “innovativa” nelle aziende, non solo orientata al risultato immediato. Il mio lavoro nel dottorato ha riguardato l’elaborazione di algoritmi per il controllo e il monitoraggio di sistemi meccatronici in diversi campi applicativi di interesse industriale. Al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione ho utilizzato strumenti informatici avanzati e piattaforme elettroniche con processori a capacità di calcolo rappresentative dei reali sistemi industriali. Tutte le attività svolte hanno trovato applicazioni in aziende del settore industriale, in particolare modo automobilistico, che avevano necessità di paradigmi innovativi”.

“Uno degli ostacoli più grossi all’innovazione industriale in Italia è lo scollamento tra ricerca e impresa – ha ricordato Andrea Caiti, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione – Questo percorso di dottorato si colloca tra le iniziative messe in campo dall’Università per avvicinare la ricerca alle esigenze reali delle industrie. Accanto a questo percorso formativo, infatti, portiamo avanti il progetto Crosslab, che prevede laboratori integrati e multidisciplinari aperti alle aziende, e che hanno ospitato anche il lavoro degli studenti di Smart Industry”.


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