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lunedì 16 settembre 2019

Attualità sabato 11 maggio 2019 ore 16:06

Infermieri da aggiornare per combattere i tumori

Firenze ha ospitato la due giorni degli specialisti oncologici per avviare un confronto nazionale sulle prospettive della lotta al cancro in Italia



FIRENZE — Ogni giorno, in Italia, vengono diagnosticati più di 1.000 nuovi casi di tumore, con una stima di 373.300 nuove diagnosi l’anno. Il ruolo dell’infermiere sarebbe ancora troppo marginale nei percorsi di diagnosi, terapia e assistenza ai pazienti oncologici, a sostenerlo è stato Daniele Ciofi, coordinatore per l’alta formazione Infermieristica all’AOU Meyer e consigliere dell’Ordine delle Professioni infermieristiche interprovinciale Firenze Pistoia per la Formazione e la ricerca, nell’ambito del Cracking Cancer Forum, che si è tenuto a Firenze. 

 Daniele Ciofi ha ricordato che "secondo una ricerca Istat condotta nel 2017 il 39% degli italiani adulti è affetto da una patologia cronica, mentre la Società italiana di pediatria, nel 68° Congresso Nazionale Sip, ha confermato che nella popolazione pediatrica da 0 a 16 anni un bambino su 200 è affetto da una patologia complessa".

 I tumori in età pediatrica rappresentano l’1% dell’insieme delle neoplasie con un’incidenza complessiva che varia da 80 a 220 nuovi casi l’anno per milione di bambini di età sotto i 15 anni. Rappresenta comunque la seconda causa di morte dopo gli incidenti domestici

 Ciofi ha sottolineato "Questa tipologia di bisogni assistenziali e il suo aumento esponenziale richiede un adeguamento dei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) come strumento di gestione sanitaria per garantire efficienza e appropriatezza delle cure. In Italia, purtroppo, l’infermiere è tenuto ancora in posizione marginale in questi percorsi, quando invece è colui che garantisce fruibilità e aderenza alle cure".

A livello mondiale sono nati gli “Advanced Pratictioners Nurses”, ovvero infermieri di pratica avanzata; professionisti dell’infermieristica che hanno sviluppato competenze professionali in un determinato contesto clinico o organizzativo, attraverso un percorso formativo universitario o di rilievo professionale.

Daniele Ciofi aggiunge "C'è la necessità di elaborare un modello che metta l’infermiere in una posizione centrale nei PDTA, per fare da volano tra i bisogni di salute e le possibilità di risposta date dal servizio sanitario, acquisendo conoscenze e competenze adatte alle dinamiche di cambiamento a cui siamo soggetti".



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