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Arte venerdì 16 giugno 2017 ore 17:00

Vittorio Giorgini e la Galleria Quadrante

Ricostruita al Museo del Novecento la Galleria Quadrante dell'Architetto Vittorio Giorgini, che dal '61 al '64 animò la scena artistica fiorentina lasciando un segno indelebile.



FIRENZE — Una galleria dentro un museo. E' questa l'essenza di Un progetto per l'arte/ "Quadrante" (1961–1964), la mostra che animerà fino al 1° ottobre alcuni degli spazi interni del Museo del Novecento.

Un viaggio nell'arte fiorentina degli anni ’60, che in parte incornicia in maniera diversa le opere e le testimonianze già presenti all'interno del museo, in parte arricchisce l'esperienza del visitatore attraverso opere che saranno presenti negli spazi di Piazza di S. Maria Novella solo in occasione della mostra.

E' questo il caso delle testimonianze di Vittorio Giorgini sugli artisti che ha avuto occasione di incontrare, presentati non solo nella loro veste professionale, ma anche con tratti che ne delineano il carattere e la personalità, o ancora delle documentazioni fotografiche delle architetture organiche con le quali Giorgini ha rivoluzionato parti del nostro paesaggio. Come dimenticare infatti "Casa Balena" a Baratti, dimora di rara originalità che Giorgini progettò e costruì nel 1962 per Salvatore Saldarini in una forma vagamente organica ma talmente sperimentale da non poterne garantire la sopravvivenza (si dice che Giorgini stesso, al suo committente, abbia ammesso di non sapere se sarebbe stata in piedi più di 10 anni). O "Casa esagono", prima costruzione di Giorgini del 1957, dimora ideale per le fantasie di giovani in vacanza in una delle più belle località di mare della nostra costa.

Il viaggio prosegue poi verso il "clou" della mostra, la ricostruzione della Galleria Quadrante, spazio d’arte dalla breve stagione (fu aperta solo dal 1961 al 1964 in Lungarno Acciaioli) che però ebbe un impatto dirompente nel contesto artistico cittadino. Non solo per le opere esposte, ma anche e soprattutto per la struttura e l’installazione. Per la Galleria Quadrante, infatti, Giorgini aveva voluto ricreare un ambiente del tutto uniforme alla sua visione dell’architettura organica. Spazio dunque a forme morbide che dal soffitto scendono fino ad abbracciare i quadri e a colori naturali, che richiamano la terra e la sua matericità. Peccato per l’impossibilità di ricostruire con adeguata fedeltà questi ambienti nella cornice del Museo del Novecento, i cui vincoli spaziali hanno imposto l’adozione di soluzioni che solo in parte riescono a trasmettere l’idea di quello che fosse veramente Quadrante, tanto che l’effetto risulta in parte spaesante per coloro che oggi vedono la ricostruzione avendo vissuto l’emozione del vero setting di Lungano Acciaioli. Ma forse il bello sta proprio qui: nel poter avere la sensazione di cogliere per un attimo l’atmosfera di qualcosa di irripetibile che non c’è più e che ormai potrà rivivere solo attraverso la documentazione fotografica che accompagna l’esposizione.


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