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Attualità venerdì 15 novembre 2019 ore 18:25

Una petizione per salvare la storica farmacia

Raccogliendo l’idea dei residenti d’Oltrarno è stata aperta una raccolta firme per sollecitare il Comune a chiedere l’espropriazione dell’immobile



FIRENZE — Una raccolta firme per chiedere al Comune di Firenze di procedere al più presto all'espropriazione dell’immobile in cui si trova la Farmacia Pitti, a proporla sono state le associazioni di categoria Confcommercio e Federfarma raccogliendo un’idea dei residenti d’Oltrarno. Una carta per salvare la storica farmacia, aperta in piazza San Felice nel 1810 e la cui sopravvivenza sarebbe minacciata dallo sfratto richiesto dalla proprietà, che vorrebbe ricavare un resort nello stesso edificio.

“Comprendiamo le ragioni della proprietà ma qui si tratta di salvare un pezzo di storia della città, oltre che un presidio importante di salute, socialità e servizi per il quartiere. Per questo ci siamo mobilitati”, ha sottolineato il presidente della Confcommercio fiorentina Aldo Cursano, che ha convocato una conferenza stampa proprio nei locali della farmacia alla presenza del titolare Piero Pacenti, del direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni e del presidente di Federfarma Toscana Marco Nocentini Mungai.

“Non possiamo permettere che il centro storico prosegua in questa assurda corsa verso la perdita di ogni identità in nome di un’economia turistica che, così come viene pensata da qualcuno, ha dimostrato ampiamente di non essere più sostenibile”, ha detto il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, “l’esproprio dell’immobile, possibile in virtù dell’articolo 42 della Costituzione perché legato a motivi di interesse generale, resta la strada più semplice da percorrere per scongiurare la chiusura della farmacia, che sarebbe una vera perdita per tutta la città, non solo per l’Oltrarno”. “La chiusura della Farmacia, non solo priverebbe il quartiere di un indispensabile terminale del Servizio Sanitario Regionale deputato alla consegna di farmaci, presidi ed altri prodotti sanitari, ma anche di un insostituibile centro di aggregazione sociale particolarmente importante per il tessuto del quartiere e dei suoi cittadini, primi fra tutti gli anziani”, sottolinea Marco Nocentini Mungai, presidente della Federfarma Toscana, l’associazione di categoria che rappresenta le oltre mille farmacie private della Toscana.

Pochi giorni fa a Firenze, nel corso del XII Forum nazionale dei Giovani di Confcommercio, il ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini da Palazzo Vecchio ha lanciato la proposta di tutelare e sostenere con incentivi modello ‘Tax Credit librerie’ le botteghe storiche e le attività commerciali nei piccoli comuni. “Imprese che hanno un valore non solo economico, per la ricchezza e l’occupazione che producono, ma anche sociale e identitario. La Farmacia Pitti, con oltre due secoli di storia alle spalle, rappresenta bene questa categoria di imprese, che va difesa con ogni mezzo disponibile per legge”, ha concluso il presidente della Confcommercio fiorentina Aldo Cursano.



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