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Attualità martedì 14 aprile 2020 ore 10:58

Un bando per i restauratori danneggiati dal Covid

In foto un restauratore a lavoro

Tra i settori penalizzati dall'emergenza Coronavirus c'è anche il restauro dei beni storici che ha visto la chiusura dei cantieri



FIRENZE — Attivare una trentina tra cantieri e laboratori e almeno altrettanti contratti di lavoro per questa categoria, questo è l'obiettivo della seconda edizione del bando 'Firenze Restaura' del valore di 300.000 euro promosso da Fondazione CR Firenze in collaborazione con l'Arcidiocesi di Firenze. Il bando, che si è aperto oggi e chiuderà il 25 maggio, intende sostenere il recupero di beni mobili di interesse storico-artistico dell'Arcidiocesi di Firenze intervenendo in un settore fortemente penalizzato dall'emergenza coronavirus.

Lo scopo è quello di dare lavoro ad una specializzazione che rischia un vero e proprio tracollo che riveste sul territorio una grande rilevanza. La prima edizione del bando ha consentito l'attivazione di una ventina di cantieri.

Il bando è rivolto agli enti religiosi compresi nel territorio della Città Metropolitana di Firenze che beneficeranno di un contributo a fondo perduto compreso tra un minimo di 5.000 e un massimo di 20.000 euro con i quali potranno avviare contratti di lavoro per i restauratori. Sono ammessi alla valutazione i progetti che riguardano il restauro di uno o più beni mobili conservati presso le chiese fiorentine, per le quali è garantita l’esposizione al pubblico, che rientrano nelle seguenti categorie di beni: dipinti su tela e su tavola, sculture lignee, lapidee, bronzee, e modellata in cera e cartapesta, stucchi, terrecotte e terrecotte invetriate, commesso di pietra dura, scagliola, paramenti liturgici tessili e paliotti, arredi lignei, volumi religiosi e opere su carta, oggetti di oreficeria sacra e reliquiari, apparati decorativi. 

A loro volta i restauratori individuati dal soggetto richiedente per la realizzazione dei restauri (siano essi liberi professionisti o riuniti in cooperative o società) dovranno essere figure che la normativa vigente abilita all’esercizio di attività professionali in materia di restauro su beni culturali mobili.

Il bando tiene anche conto del censimento sistematico del proprio patrimonio storico/artistico, architettonico, archivistico e librario condotto dalle diocesi italiane e dagli istituti culturali ecclesiastici a partire dal 2009. Una operazione di grande portata, visitabile nel portale “BeWeB1” , che ha permesso la schedatura di migliaia di opere e di oggetti d’arte assieme alla verifica dello stato di conservazione di questo immenso patrimonio, spesso a rischio non per incuria di chi ne detiene la proprietà ma per la mancanza di fondi. Anche l’Arcidiocesi di Firenze ha effettuato l'inventario dei suoi beni culturali ecclesiastici mobili che ha prodotto oltre 240.000 schede di opere d’arte provenienti da quasi 1.000 edifici ecclesiastici presenti sul territorio diocesano.

''Anche in questa drammatica fase di emergenza sanitaria, Fondazione CR Firenze - ha sottolineato il Presidente Luigi Salvadori - non vuole trascurare un settore così importante anche dal punto di vista occupazionale oltre che artistico quale è quello del restauro. Vogliamo contribuire concretamente a lanciare un segnale positivo per le prossima, graduale ripresa delle attività sostenendo quelle numerose figure professionali e artigianali altamente qualificate, legate alla straordinaria ricchezza e importanza del nostro patrimonio artistico. La Toscana è la seconda tra le regioni italiane, dopo il Lazio, per incidenza dell’occupazione culturale e, solo nel settore dello spettacolo e dei musei, ci sono 54.000 addetti; metà di questi opera del territorio di riferimento della Fondazione’’. ‘’Per questo motivo – ha proseguito Salvadori - il nostro Consiglio di amministrazione non solo ha approvato ingenti stanziamenti per l'emergenza provocata dal coronavirus ma ha voluto approvare lo stanziamento che ogni anno destiniamo all'arte, alla conservazione e alle attività culturali che è stato quest'anno di 2,6 milioni di euro e che interessa complessivamente oltre 150 progetti. Stiamo anche cercando di attivare delle prime azioni in risposta all’ emergenza di tutto il settore culturale, abbiamo semplificato e anticipato l’erogazione dei contributi e stiamo predisponendo delle misure, come questo bando, che immettano liquidità e attivino iniziative in tutto il comparto. La cultura e l'arte di un territorio rappresentano ora più che mai un valore e un’eredità da tramandare alle generazioni future, la vera identità culturale e civile di una intera comunità e un importante volano economico territoriale''. 

''L’Arcidiocesi di Firenze che, per la sua storia, conta un’eredità culturale di enormi proporzioni - dichiara il Direttore dell' Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici don Giovanni Paccosi - si trova, oltre che a curare le dimensioni caritative, educative e liturgiche, a dover far fronte alla responsabilità di custodire e valorizzare la bellezza consegnata a noi dalle generazioni dei credenti. Il Bando Firenze Restaura 2019, della Fondazione CR Firenze, ci ha permesso intraprendere il restauro di alcune opere delle nostre chiese della città. Ci rallegra che quest’anno il nuovo bando sia stato esteso a tutto il territorio della Diocesi, coinvolgendo quelle realtà periferiche in cui è più difficile trovare fondi per il restauro e la conservazione. Siamo grati alla Fondazione CR Firenze e auspichiamo che, grazie a questo nuovo Bando, altre opere della fede e della creatività del nostro territorio possano essere restituite alla loro bellezza. Proprio della bellezza, in tempi come questi, non possiamo fare a meno, per risorgere''



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