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Attualità mercoledì 09 giugno 2021 ore 09:03

Paolucci e Natali sul caso di Costa San Giorgio

L'ex ministro e soprintendente e l'ex direttore degli Uffizi sono intervenuti sulla trasformazione della Caserma Vittorio Veneto a Costa San Giorgio



FIRENZE — L'Associazione Idra dopo avere organizzato una nuova forma di dibattito pubblico con un evento molto partecipato che ha visto alternarsi nomi e volti noti in piazza della Signoria ha proseguito sulla strada della innovazione proponendo delle dispense contenenti gli interventi degli oratori che hanno sottoscritto il manifesto per Costa San Giorgio.

Le dispense sono contenute nelle mail che Idra invia a cadenza regolare all'attenzione di Palazzo Vecchio invitando l'amministrazione a considerare l'opportunità di discutere pubblicamente del futuro dell'ex Caserma Vittorio Veneto destinata ad altra destinazione per l'uso ricettivo.

Gli interventi di Antonio Paolucci ed Antonio Natali sono presentati da Idra come "particolarmente pesanti in ragione della qualità, della competenza e della notorietà degli autori".

"Da un po’ di tempo gira a Firenze una idea mostruosa degna di un film horror. Si parla di una funivia che, con partenza da Boboli o dai paraggi di Boboli, dovrebbe arrivare alla Costa San Giorgio per servire il resort di lusso progettato al posto della ex Scuola di Sanità. Non sarà, ma se una idea tanto aberrante assumesse la forma di un progetto e finisse negli Uffici del Comune e della Soprintendenza, il mio consiglio è di cestinarlo senza dare la soddisfazione ai proponenti di un qualsivoglia confronto e/o dibattito" è quanto ha suggerito nel suo intervento l'ex Ministro per i beni culturali, Soprintendente del Polo Museale Fiorentino e direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci.

Idra ha commentato "Noi quell’idea aberrante l’abbiamo trovata proprio negli Uffici del Comune, con l’accesso agli atti di questo specifico procedimento. E, nel verbale della Conferenza di servizi che ha dato il via libera alla nuova destinazione urbanistica turistico-ricettiva all’86% dei due ex conventi di San Giorgio e dello Spirito Santo, e di San Girolamo e San Francesco, a ridosso di Boboli, si scopre che quell’idea aberrante è finita anche negli Uffici della Soprintendenza: ma il suo rappresentante, invece di inorridire, ha espresso solo “perplessità”, e ha valutato anzi “che la variante non sia da assoggettare a Valutazione Ambientale Strategica”. Con questo contribuendo a sbarrare la strada anche all’ultima possibilità di intervento critico e costruttivo al futuro di quest’area Unesco da parte della cittadinanza, del mondo della cultura e dell’associazionismo, già tagliati fuori dagli strumenti della partecipazione per effetto della natura ‘semplificata’ della variante".

L'ex direttore degli Uffizi, Antonio Natali è intervenuto con questa riflessione "A Firenze ci si vanta di un passato la cui nobiltà ha pochi paragoni al mondo. E tutti noi ci gloriamo d’essere eredi degli uomini grandi di secoli trascorsi; sulle cui spalle esercitiamo il nostro orgoglio, e purtroppo anche la nostra presunzione e non di rado la nostra superbia. Ma quali sono i nostri meriti reali? Cosa facciamo per difendere quell’eredità? Davvero si pensa che bastino alcuni restauri (per lo più d’opere celebrate) per dire che c’impegniamo nella salvaguardia di quel lascito? E quanto oggi viene minacciato di realizzare sulla Costa San Giorgio farebbe parte della strategia della nostra salvaguardia? Si parla sovente di “tutela” e di “valorizzazione” come se avessero due ruoli distinti e perfino contrapposti, con la “tutela” che sarebbe un costo e la “valorizzazione” un guadagno. I due vocaboli sono viceversa pressoché sinonimi, quando “valorizzare” non significhi batter cassa, bensì dare valore culturale a un bene che non l’abbia mai avuto o restituire valore culturale a un bene che nel tempo l’abbia perduto. Così interpretata, la “valorizzazione” va di pari passo con la “tutela”, da essa non potendo, anzi, in alcun modo prescindere. Oggi però che tutto si misura col danaro e per di più con una vista cortissima, “valorizzare” significa invece puntare fin da sùbito quasi esclusivamente sui quattrini. Corruzione intellettuale che il morbo, coi drammi che s’è portato dietro, ha ulteriormente acuito. Non credo sia chiaro quanto siano gravi i rischi che porta con sé questa concezione; non solo sul piano della cultura, ma anche – e forse soprattutto – su quello sociale e morale. Incombe minaccioso su Firenze e i fiorentini il pericolo che si perda il senso della delicatezza del nostro patrimonio; che è certamente nobile, ma molto, molto fragile. Sarà bene ne tenga bene conto chi debba decidere sul destino della Costa San Giorgio. Ne tenga conto; per rispetto del bene comune e della memoria che lascerà di sé, con la risoluzione che avrà presa. È grande la responsabilità che s’assume di fronte alla storia. Con l’auspicio che alla storia si voglia dare ancora valore".

"E' il quinto tentativo di contatto epistolare con la giunta di Firenze - ha concluso Idra - i cittadini custodi dell’area Unesco dell’Oltrarno invitano sindaco e assessori a considerare con un’attenzione istituzionale adeguata le nuove riflessioni proposte ed a rileggere il progetto di realizzare un Laboratorio come proposta costruttiva".

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