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sabato 24 agosto 2019

Attualità mercoledì 17 luglio 2019 ore 18:35

Caos Maggio, dopo Chiarot si dimette anche Luisi

Il direttore musicale del Teatro, Fabio Luisi, lascia l'incarico dopo il sovrintendente Cristiano Chiarot. Lettera a Nardella, replica immediata



FIRENZE — Secondo colpo di scena nel giro di 24 ore per il Maggio Musicale Fiorentino: dopo l'addio del sovrintendente Cristiano Chiarot si è dimesso anche il maestro Fabio Luisi, il direttore principale dell'orchestra del Teatro.

Luisi ha scritto una lettera al sindaco Dario Nardella, in cui afferma che "le incomprensibili scelte strategiche degli ultimi giorni mi hanno convinto che manca a Firenze la volontà di continuare il programma mentre c'è quella di imprimere una svolta di natura politica alla gestione del Maggio". 

Le dimissioni di Chiarot e di Luisi sono state presentate dopo l'ufficializzazione dell'intenzione del primo cittadino di delegare Salvatore Nastasi alla presidenza del nuovo consiglio di indirizzo della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino.

Nella lettera indirizzata a Nardella Luisi precisa che "con un sentimento di estremo disagio e grande dispiacere personale che rendo note le mie dimissioni da direttore Musicale del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Sono giunto a maturare questa decisione definitiva nonostante l'intenso, proficuo lavoro con il teatro e tutti i collaboratori - soprattutto con i miei colleghi professori d'orchestra e artisti del coro - coi quali abbiamo dovuto affrontare lo sforzo di mettere in atto l'avvio di un coerente rilancio artistico i cui pieni risultati si sarebbero potuti apprezzare soltanto nel tempo, nonostante l'affetto dimostratomi in varie occasioni dal pubblico e nonostante gli innegabili successi artistici raggiunti dal mio, dal nostro team all'interno del Maggio. Per questo motivo ringrazio tutta la struttura del Maggio, innanzitutto Orchestra e Coro, vicini a me sulla strada di ritornare agli apici della proposta musicale europea".

Poi scrive ancora il maestro Luisi: "Il musicista, come artista, ha il compito di misurarsi con la realtà in un confronto dialettico, quindi critico, evitando atteggiamenti elitari, per questo mi permetto di formulare alcune considerazioni. Le incomprensibili scelte strategiche degli ultimi giorni mi hanno convinto che manca a Firenze la volontà di continuare quel programma iniziato, condiviso sin dall'inizio con il sovrintendente Chiarot, il coordinatore artistico Conte e con i miei collaboratori e colleghi del Maggio Fiorentino, mentre c'è quella di imprimere una svolta di natura politica alla gestione del Maggio, una svolta che necessariamente si rifletterà (e dei cui prodromi mi sono accorto da tempo) sulla programmazione artistica". 

"Purtroppo - continua lo scritto di Luisi - per me dunque non è più possibile continuare in questa direzione, direzione che era mia e di Chiarot, che mi sento di ringraziare pubblicamente per l'umanità e la competenza dimostrata in ringraziare pubblicamente per l'umanità e la competenza dimostrata in questi anni di lavoro comune". 

Poi sottolinea che "Ciò che è accaduto in questi ultimi giorni non può essere derubricato in ordinaria amministrazione per cui, dopo un'attenta riflessione di qualche giorno, necessaria per evitare risposte emotive, sono giunto alla decisione di dimettermi, decisione presa considerando il bene della Fondazione come interesse primario".

 "Proprio in questa ottica, non mi sento di disdire gli impegni fiorentini del prossimo settembre sia al Maggio che per la tournée a Bucarest al Festival Enescu, un appuntamento di rilievo internazionale che se fosse annullato lederebbe il prestigio e la reputazione internazionale della Fondazione stessa - conclude Luisi nella lettera - Ringraziando tramite tuo, caro Sindaco, l'intera città per l'affetto che mi ha tributato auguro a Firenze - anzi ne sono più che certo - di poter contare sempre su un Teatro del Maggio Musicale degno della sua storia".

Il sindaco Nardella ha risposto alla lettera di Luisi con un'altra missiva.

"Come ben sai l'ipotesi del tuo avvicendamento è emersa molto prima delle decisioni prese negli ultimi giorni - ha scritto il sindaco - Il 10 Luglio fu il sovrintendente Chiarot stesso a informarmi della tua imminente decisione di lasciare il teatro".

Il primo cittadino ha definito "gravissima" l'allusione di Luisi a possibili ingerenze politiche che influirebbero negativamente sulla qualità artistica del Teatro.

"Chiarot mi ha informato di aver discusso con te aspetti artistici che non avrebbero più consentito la tua permanenza in qualità di direttore principale del Teatro - scrive ancora il sindaco - Chiarot aveva deciso di dare la maestro Mehta uno spazio rilevante nella prossima programmazione artistica che avrebbe reso difficile, se non impossibile, la compatibilità del tuo ruolo di direttore principale".

"L'unica figura politica che guida la Fondazione è il presidente e io non ho mai dato indicazione nè al sovrintendente nè a nessun altro su come guidare artisticamente la Fondazione - ha scritto ancora il sindaco al maestro Luisi - Ho sempre ascoltato e avallato proposte del sovrintendente anche con riguardo alla tua persona. Questa distinzione di ruoli rimarrà tale sia che presieda io la Fondazioe sia che nomini un mio delegato a farlo".



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