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Attualità martedì 13 luglio 2021 ore 18:18

Lo spartito perduto torna alla luce dopo 360 anni

Lo spartito di Ercole in Tebe rappresenta il culmine dei festeggiamenti per le nozze di Cosimo III de’ Medici con Margherita Luisa d'Orléans



FIRENZE — Ha da poco compiuto 360 anni la prima esecuzione musicale di Ercole in Tebe di Giovanni Andrea Moniglia e Jacopo Melani che ha celebrato la fine dei lavori al Teatro della Pergola di Firenze, aperto quattro anni prima, nel 1657. 12 Luglio 1661 - 12 Luglio 2021.

Lo spartito originale è stato scoperto grazie a un lavoro di ricerca durato più di un anno e che ha intrecciato diverse realtà della cultura, non solo del nostro Paese, coordinato da Samuele Lastrucci, insieme a Dimitri Betti, Giulio Geti, Umberto Cerini. Questa squadra ha lavorato alla trascrizione, al confronto, all’analisi degli unici quattro testimoni oggi esistenti di Ercole in Tebe, quattro manoscritti di bellissima grafia, non autografi, ma di ottimi copisti, sparsi per il mondo. 

"Sono orgoglioso del lavoro di questo gruppo di giovani fiorentini - ha detto il presidente della Fondazione Teatro della Toscana e assessore alla Cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi - che attraverso un lavoro scientifico di archivio di grande precisione sono riusciti a fare questa scoperta. Sarei onorato di poter ospitare l'opera in autunno alla Pergola".

"Questa riscoperta ci fa tornare ai 360 anni di un’istituzione come il Teatro della Pergola che ha un rilievo mondiale - continua Tommaso Sacchi - esiste un rapporto antico di fratellanza tra la Pergola, Firenze e Parigi, proprio come oggi. Abbiamo deciso con la Fondazione Teatro della Toscana, che ha la responsabilità del nostro teatro cittadino e che presiedo, di creare un rapporto virtuoso e generativo di nuove traiettorie nel campo della prosa contemporanea con il Théâtre de la Ville di Parigi. Nel segno di quella bellissima serata inaugurale rinnoveremo e sottolineeremo il grande valore di un teatro protagonista della scena internazionale".

Ercole in Tebe rappresenta il culmine dei festeggiamenti per le nozze di Cosimo III de’ Medici con Margherita Luisa d'Orléans, cugina di Luigi XIV di Francia. Si inscrive perfettamente nella lunga tradizione degli spettacoli di corte fiorentini. Fino dal Cinquecento, infatti, si celebravano importanti eventi dinastici con grande sfarzo e magnificenza, basti pensare che per Ercole in Tebe furono ingaggiati più di 300 interpreti e furono utilizzate 12 scenografie. Si tratta quindi di una delle manifestazioni più emblematiche del Seicento fiorentino. Le nozze cominciano per procura il 18 Aprile 1661 e si prolungano in tutta una serie di eventi che culminano proprio il 12 Luglio 1661 nel Teatro della Pergola di Firenze realizzato da Ferdinando Tacca grazie al patronato del Cardinale Giovan Carlo de' Medici, fratello di Ferdinando II.

La Pergola è affidata alla gestione degli Accademici Immobili, gruppo di nobili e intellettuali che vollero per le nozze di Cosimo III de’ Medici con Margherita Luisa d'Orléans un’enorme festa teatrale in musica. Il libretto viene affidato a Giovanni Andrea Moniglia, Accademico della Crusca, letterato erudito, tra l’altro medico personale di Giovan Carlo; della musica viene incaricato Jacopo Melani, uno di quei rappresentanti della stirpe di operisti, cantanti, organisti pistoiesi.


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