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Attualità venerdì 06 marzo 2020 ore 12:48

Le imprenditrici fiorentine sono in diminuzione

Un sondaggio realizzato da Cna per l’8 marzo denuncia alcune criticità. Difficoltà per la chiusura delle scuole per l'emergenza da coronavirus



FIRENZE — Un sondaggio realizzato da Cna Firenze Metropolitana sulla sua base associativa femminile in occasione della festa della donna ha tracciato un ritratto delle imprenditrici fiorentine l’84 percento delle intervistate afferma di aver rinunciato a qualcosa per affermarsi come imprenditrice, in prevalenza di non essersi dedicata come avrebbe voluto alla famiglia, ad un secondo figlio e al tempo libero. Le imprese femminili attive della Città Metropolitana di Firenze sono in base ai dati dell’Ufficio di Statistica della Camera di Commercio di Firenze, 20.284, per il 26 per cento artigiane, prevalentemente concentrate nel commercio, manifatturiero, servizi, alloggio-ristorazione. A Firenze sono 8.091 di cui il 28 per cento nel commercio, il 16 per cento nei servizi, l’11 per cento nel manifatturiero e il 10 per cento nell’immobiliare. Imprese in calo di anno in anno, tanto che dal 2011 sono diminuite su tutto il territorio metropolitano di più del 5 per cento.

“Il nostro paese non ha investito in maniera sufficiente nelle politiche sociali a favore della famiglia. Per esempio non prevede una misura universalistica di sostegno ai figli: il congedo di maternità obbligatorio prevede un’astensione dal lavoro di cinque mesi per tutte le lavoratrici, ma la copertura completa del reddito è riservata alle sole dipendenti” ha commentato Alberta Bagnoli, presidente di CNA Impresa Donna Firenze, il gruppo che riunisce le imprenditrici dell’associazione.

“Tra incertezze lavorative e economiche, cura di genitori avanti con gli anni e quella di figli, le imprenditrici, e le loro dipendenti, sono sotto pressione. E ancora una volta, in mancanza di strumenti adeguati, sono le imprenditrici a pagare di più non potendo assentarsi dal lavoro con le stesse (sacrosante) modalità concesse ai dipendenti. Il consiglio per non bloccare le proprie aziende se si hanno dipendenti con figli? La modalità di gestione del lavoro adottata da CNA Firenze per i propri dipendenti che, in attesa di una normativa specifica (attesa nei prossimi giorni) in tema di assenze dei lavoratori e lavoratrici a causa della chiusura degli Istituti Scolastici ha ritenuto opportuno introdurre da subito un regime completamente libero di gestione del proprio orario di lavoro. In sostanza ha sospeso tutti i vincoli contrattuali in materia di orario di lavoro introducendo liberi orari di entrata, liberi orari di uscita e di pausa pranzo. Laddove non è possibile svolgere interamente la propria prestazione lavorativa è stata ovviamente concessa piena disponibilità di recupero di quanto accumulato a titolo di ferie permessi, banca ore e flessibilità”.

Politiche mirate? “Per esempio, rendere detraibili al 50% tutte le spese di cura e di aiuto alla famiglia; riequilibrare la distribuzione dei fondi destinati alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, che attualmente vanno per il 90% alle lavoratrici dipendenti e per il 10% alle autonome; ridurre al 5% l’Iva applicata ai servizi di welfare prestati dalle strutture private diverse dalle cooperative sociali e dai loro consorzi; riformare l’indennità di accompagnamento, attraverso l’introduzione della possibilità di scegliere tra prestazioni monetarie e servizi alla persona, al fine di consentire al beneficiario o alla sua famiglia di scegliere tra il contributo economico o fornitura di servizi domiciliari in forma organizzata ed erogati da diversi soggetti siano essi pubblici, privati o del terzo settore” elenca Bagnoli.



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