Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 17:09 METEO:FIRENZE19°25°  QuiNews.net
Qui News firenze, Cronaca, Sport, Notizie Locali firenze
venerdì 17 settembre 2021
Tutti i titoli:
corriere tv
Forum sul clima, Draghi: «Finora siamo venuti meno agli accordi di Parigi, possibili conseguenze catastrofiche»

Attualità mercoledì 18 gennaio 2017 ore 18:00

"Serve una presa di coscienza dalle istituzioni"

Appello alle istituzioni sulla questione dei migranti che dopo il rogo nel capannone a Sesto hanno occupato un edificio di proprietà dei Gesuiti



FIRENZE — C'è solidarietà e vicinanza da parte dei padri Gesuiti per la difficile situazione dei circa ottanta migranti somali che dopo il rogo nel capannone rifugio a Sesto Fiorentino hanno occupato, insieme al movimento di lotta per la casa, un edificio di via Silvio Spaventa a Firenze, di proprietà dei Gesuiti. 

Il direttore della Fondazione Stensen, gestita dai Gesuiti, padre Ennio Brovedani, dopo aver parlato coi migranti, avergli portato generi alimentari e solidarietà, si è recato negli uffici della questura di Firenze denunciare l'occupazione, un atto dovuto per evitare che la Fondazione diventi corresponsabile con gli occupanti. Al momento, non è stato chiesto alcun provvedimento di sgombero.

Padre Gianfranco Matarazzo, superiore maggiore della Provincia d'Italia della Compagnia di Gesù, ha inviato una nota sull'occupazione della struttura di via Spaventa a Firenze da parte dei rifugiati spiegando che ci vogliono risposte globali e lungimiranti: "Siamo consapevoli della drammaticità - ha  della situazione che si trovano a vivere questi rifugiati, siamo di fronte a un problema internazionale che richiede risposte globali e lungimiranti impegni umani e istituzionali".

"Rispettiamo - continua la nota - e siamo vicini alla sofferenza di queste persone. Un nostro confratello li ha raggiunti, ha parlato con loro, ha ascoltato le loro difficoltà, li ha invitati a rispettare le basilari regole di convivenza. Stamattina abbiamo anche provveduto a fare una piccola spesa al supermercato per portare loro alimenti di prima necessità". 

"Siamo però convinti - continua padre Gianfranco Matarazzo - che la solidarietà non può essere fatta prescindendo dalla legalità. L’occupazione non è la giusta soluzione ai problemi dei rifugiati. Servirebbe una presa di coscienza delle istituzioni, in primis quelle locali, che riesca andare aldilà della media emergenza e preveda efficaci risposte immediate e poi adeguati progetti d’integrazione, che in occupazione non sono possibili né legali.
Confidiamo nell'intervento delle istituzioni locali per arrivare a una soluzione pacifica e cordiale", conclude la nota. Ianno lasciato il palazzetto dello

Intanto i quattordici migranti che erano rimasti al palazzetto dello sport di Sesto Fiorentino sono stati trasferiti in un'altra struttura comunale, dove sono assistiti da Protezione Civile e associazioni di volontariato. 

Al momento, spiega una nota, sono in corso gli interventi di pulizia del palazzetto per riportarlo presto allo svolgimento delle normali attività sportive. Oggi i migranti di Sesto hanno incontrato gli assistenti sociali per definire percorsi individuali di integrazione e per valutare percorsi di inserimento.

Servizio di Serena Margheri
Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
"Non sembra di attraversare il centro di una città d'arte" è la denuncia dei residenti che chiedono maggiore controllo del traffico in Oltrarno
Offerte lavoro Toscana Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Salvatore Calleri

QUI Condoglianze



Ultimi articoli Vedi tutti

Attualità

Cronaca

Attualità

Attualità