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Attualità martedì 26 novembre 2019 ore 14:26

I fiorentini fanno shopping fake per risparmiare

I consumatori nel capoluogo toscano hanno ammesso di acquistare prodotti e servizi contraffatti in misura maggiore rispetto al resto degli italiani



FIRENZE — La contraffazione è un fenomeno in crescita ed anche a Firenze trova clienti visto che la percentuale di consumatori che nel 2019 hanno acquistato almeno un prodotto fake è superiore di oltre tre punti percentuali rispetto al dato nazionale: il 33,6 per cento, contro il 32,1 per cento registrato nel Centro Italia e il 30,5 per cento in Italia.

Sono i dati della indagine di Confcommercio-Imprese per l’Italia condotta insieme a Format Research per tracciare il quadro dell’impatto economico dei fenomeni illegali. Secondo i risultati dell’indagine, tra i prodotti contraffatti più acquistati dai consumatori fiorentini ci sono capi di abbigliamento, alimentari, scarpe e calzature. Sul web comprano però anche giocattoli ed elettronica. I fiorentini, più degli altri connazionali, sono consapevoli del fatto che comprando servizi o prodotti contraffatti rischiano sanzioni amministrative o altri pericoli addirittura per la salute. Tuttavia, nove su dieci lo considerano pur sempre un ottimo modo per fare "un buon affare", tanto più se "non si dispone di denaro sufficiente". L’indagine traccia anche l’identikit del consumatore illegale a Firenze: è in prevalenza donna, dai 35 anni in su, con un livello d’istruzione medio, generalmente impiegato, pensionato o disoccupato.

La ricerca, presentata a livello nazionale martedì 26 novembre 2019 a Roma nella sede dell’associazione di categoria in occasione della settima edizione della Giornata “Legalità ci piace”, è stata diffusa a livello territoriale nel corso dell’incontro convocato al Grand Hotel Baglioni di Firenze dalla Confcommercio provinciale. Al dibattito, moderato dal direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni di fronte ai quadri dirigenti dell’associazione provinciale,hanno partecipato anche la vicesindaca del Comune di Firenze Cristina Giachi, il presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi, il prefetto di Firenze Laura Lega, il questore Armando Nanei, il comandante provinciale dei Carabinieri Antonio Petti, il comandante del Gruppo Firenze della Guardia di Finanza Dario Sopranzetti il presidente della Confcommercio di Firenze Aldo Cursano.

“La situazione messa in luce dall’indagine è preoccupante: la crisi economica e la mancanza di risorse sufficienti nelle famiglie sembrano spingere la crescita dell’illegalità e, quel che è peggio, la percezione che alla fine fare acquisti illegali sia un solo un peccato veniale”, osserva il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, “ci vuole un cambio deciso di mentalità, il nostro Paese non può andare avanti facendo credere che la disonestà paghi e l’onestà no”.

“Ormai l’illegalità è diventata la normalità e questo presupposto mina alle basi anche ogni possibilità di reale sviluppo economico”, aggiunge il presidente della Confcommercio di Firenze Aldo Cursano, “tra conti da pagare, bilanci da far tornare, regole e regoline in perenne cambiamento da rispettare, fare impresa oggi è sempre più difficile. Non possiamo permettere che l’illegalità costituisca un ulteriore freno per le nostre imprese. Chiediamo quindi alle istituzioni e alle forze dell’ordine che proseguano nel loro impegno per far prevalere la legalità. E servirebbe anche una politica fiscale più equa, con tagli alle tasse che restituiscano soldi a famiglie e imprese”.

Secondo la Confcommercio, l’illegalità costa alle imprese di commercio e turismo italiane oltre 30 miliardi di euro nel 2019. Le perdite complessive annuali dei settori colpiti sono pari al 6,4% del fatturato e del valore aggiunto (4,9 miliardi di euro), per un totale di 197mila posti di lavoro regolari a rischio.

A dare più fastidio alle imprese fiorentine del terziario, però, più che la contraffazione è l’abusivismo, percepito in maggiore aumento tra i fenomeni illegali, sebbene in misura più contenuta di quanto non lo sia per il resto d’Italia (30%, rispetto al 46% del Centro e al 34% dell’Italia). Il 48,5% degli imprenditori fiorentini di commercio, turismo e servizi - praticamente uno su due - si ritiene danneggiato dall’azione dell’illegalità. Un dato che sale al 61% tra i colleghi del Centro e addirittura al 66,7% nella media nazionale. Concorrenza sleale (60,8%, in linea con l’Italia) e riduzione del fatturato (25,3%, di molto inferiore rispetto al dato nazionale) gli effetti di contraffazione e abusivismo che pesano di più sulle imprese di Firenze.



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