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Lavoro mercoledì 30 giugno 2021 ore 18:23

Formazione, patto per la ricollocazione post Covid

Un'offerta formativa pubblica e privata per favorire la ricerca e la riqualificazione di chi è stato espulso dal mercato del lavoro durante la pandemia



FIRENZE — Rilevare i bisogni formativi delle imprese del territorio, individuare interventi di formazione più mirati e migliorare l’allineamento tra domanda e offerta di lavoro, sono questi alcuni fra i principali obiettivi del Patto locale per la formazione firmato oggi dall’assessora regionale al lavoro e formazione professionale Alessandra Nardini, dall’assessora al lavoro e alla formazione del Comune di Firenze Benedetta Albanese e dai rappresentanti di Città Metropolitana, Camera di Commercio, sindacati e associazioni di categoria.

Un’alleanza tra soggetti pubblici e privati per valorizzare risorse e strumenti già attivi sul territorio e promuovere, indirizzare e coordinare proposte formative meglio adeguate allo specifico contesto socio-economico e alle prospettive di sviluppo di settori imprenditoriali strategici del Comune di Firenze e della Città Metropolitana, con un costante monitoraggio della situazione occupazionale e di possibili crisi aziendali del territorio.

L'assessora della Regione Toscana Alessandra Nardini ha spiegato "Oggi l’idea dei patti locali per la formazione si fa strada in tutta l’area del Comune di Firenze e della Città Metropolitana. Sono certa che la nascita di un’alleanza tra istituzioni e parti sociali anche in questo territorio produrrà effetti importanti e positivi sul fronte della risposta ai bisogni formativi, dando più forza alla competitività e all’innovazione delle imprese e alle prospettive occupazionali di chi oggi deve ancora entrare nel mondo del lavoro e a chi un lavoro l’ha perso e deve riqualificarsi. I patti locali per la formazione sono uno strumento molto utile per consentirci, coordinando misure e energie, di adeguare al meglio l’offerta formativa alle specificità dei nostri territori e daranno un contributo fondamentale per una solida ripartenza post pandemia”.

“Un importante lavoro di squadra per riallineare domanda e offerta di lavoro dopo la crisi economica provocata dalla pandemia - ha detto l’assessora del Comune di Firenze Benedetta Albanese - Un intervento coordinato che coinvolga Istituzioni e Parti sociali, ciascuno nel proprio ambito di competenza, nelle tematiche della formazione professionale e delle politiche del lavoro. La formazione professionale è una potente leva per perseguire una politica occupazionale che offra sbocchi a chi è in cerca di lavoro e al contempo risponda alle esigenze di impiego richieste nel territorio fiorentino. Così vogliamo superare il cosiddetto mismatch formativo e occupazionale, ovvero la distanza che intercorre tra le figure professionali e le competenze richieste dalle imprese del territorio e quelle effettivamente presenti. Il Patto che viene sottoscritto – ha aggiunto Albanese - è stato proposto dal Comune di Firenze e fortemente voluto da tutti i firmatari. Oggi rappresenta un punto di partenza, la costituzione di una rete che potrà arricchirsi, nel tempo, di altri soggetti interessati a queste tematiche, senza però perdere di vista le proprie esigenze di funzionalità e operatività”.

"Come CGIL CISL e UIL riteniamo che la condivisione unitaria di questo Patto aggiunga un contributo importante allo sviluppo delle politiche attive per l’occupazione del territorio – hanno detto i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil - attraverso l’individuazione dei fabbisogni formativi legati alle esigenze del tessuto produttivo a favore di disoccupati, lavoratrici e lavoratori. Sarà fondamentale la pronta attivazione concreta del patto con il lavoro del Tavolo di Coordinamento e soprattutto con il contributo della Regione Toscana"

Tra gli impegni previsti dal protocollo, la Regione garantisce informazione costante sui propri strumenti formativi, promuove la parità di genere, aggiorna il repertorio delle figure professionali e mette a disposizione i propri strumenti di validazione delle competenze. Il Comune assicura un'offerta formativa integrata, individuando le figure professionali necessarie al proprio sistema produttivo. La Camera di Commercio rende disponibili i dati della propria banca dati Excelsior relativa ai fabbisogni professionali delle imprese. La Città Metropolitana si impegna sul fronte del monitoraggio delle crisi aziendali. Infine dalle parti sociali giunge uno sforzo informativo teso a migliorare la conoscenza del fabbisogno formativo del territorio.

Strumento operativo dell’accordo sarà un Tavolo che, con il coordinamento del Comune di Firenze e la partecipazione di istituzioni e organizzazioni firmatarie, avrà il compito di elaborare il quadro dei fabbisogni formativi del territorio e svolgere verifiche periodiche sullo stato di attuazione del protocollo.

Il patto è stato siglato dopo un lavoro di confronto tra Regione Toscana, Comune di Firenze, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio, sindacati CGIL, CISL e UIL associazioni di categoria, Confindustria, CNA, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, Legacoop Toscana, Confcooperative Toscana Nord, AGCI Toscana.

“Allineare la formazione con le esigenze reali delle imprese del territorio: è un obiettivo che condividiamo in pieno perché solo così si progetta il futuro dell’economia e si favorisce l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro - ha detto Aldo Cursano, presidente di Confcommercio Firenze - Vedere persone che lamentano la mancanza di lavoro e aziende che cercano addetti senza trovarli è uno spreco di risorse intollerabile. Patti come quello firmato oggi ci aiuteranno a cambiare un po’ le cose riallineando la formazione alle reali esigenze delle imprese”.

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