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Attualità mercoledì 17 giugno 2020 ore 15:36

A Palazzo Vecchio è rivolta contro le pagelle

Il nuovo sistema di valutazione a detta dei dipendenti sarebbe penalizzante, per questo la rappresentanza sindacale ha minacciato una mobilitazione



FIRENZE — Il nuovo sistema di valutazione dei dipendenti del Comune di Firenze non è piaciuto ai diretti interessati che adesso hanno intenzione di restituire "le pagelle". Con i dati alla mano ed il rischio di ripercussione delle valutazioni sui salari, la rappresentanza sindacale ha promesso battaglia se non ci sarà un passo indietro. L'assessore al personale ha replicato "Dispiace che i sindacati sfruttino il malumore di qualche scontento per seminare sospetti di una manovra per togliere soldi ai dipendenti proprio nell'anno in cui l’Amministrazione comunale distribuirà una produttività generale pari ad un valore medio di circa 1.000 euro a lavoratore, importo mai raggiunto nel Comune di Firenze".

"Colleghi infuriati, facce scure, rancori e sospetti reciproci, un vero capolavoro - hanno detto i rappresentanti sindacali - in contrasto con il fine di aumentare la produttività, portando frustrazione, disillusione, tensione e minando il benessere organizzativo" questa la premessa della Rsu che illustra così le criticità riscontrate "Un sistema di valutazione deve essere chiaro, trasparente e soprattutto deve essere illustrato e compreso da coloro ai quali si applica, invece abbiamo un marchingegno complesso, inutile, divisivo, dove è mancata totalmente l'informazione ai valutati e sicuramente anche ai valutatori, che hanno proseguito nel solco degli anni precedenti, non rendendosi conto delle gravi problematiche che avrebbero generato".

"In base ai dati in nostro possesso risultano differenze molto marcate nei valori medi della valutazione tra diverse direzioni e diverse categorie e profili. A parità di valutazione un dipendente che non abbia raggiunto il 100 per cento nella valutazione della performance individuale, vedrà crescere la sua penalizzazione rispetto all'anno precedente, con un criterio di progressività del danno orientato verso chi guadagna meno. Questi punti in meno a parità di impegno profuso, che significano da subito soldi in meno, produrranno effetti nefasti anche sulle progressioni del prossimo anno". Infine "Invitiamo l'amministrazione a fare un passo indietro sul tema e non possiamo che condividere il sentimento di frustrazione dei colleghi. Se questo non avverrà faremo ricorso a tutti gli strumenti di mobilitazione sindacale". 

La replica di Palazzo Vecchio è affidata all’assessore al personale Alessandro Martini “Il nuovo sistema di valutazione del personale è stato approvato dalla giunta comunale nell’Aprile 2019 ed è stato oggetto di un confronto continuo e lungo un anno con i sindacati e di partecipazione con i dirigenti, sempre coinvolti. Non solo alcune proposte sono state accolte ma è sempre stata ribadita la disponibilità ad apportare modifiche migliorative negli aggiornamenti annuali. Per questo leggere la nota dell’RSU mi ha amareggiato molto sia per i toni pesanti sia per i contenuti non corrispondenti in buona parte alla verità dei fatti". “L’approccio a un sistema nuovo deve fare i conti con resistenze e difficoltà - aggiunge l’assessore - ma l'impegno è massimo nello spiegare e condividere i suoi principi e contenuti. La formazione è stata avviata già nel maggio 2019 coinvolgendo i direttori e i dirigenti, che materialmente effettuano la valutazione. Gli incontri con dirigenza sono continuati nei mesi scorsi e doveva essere estesa anche alle posizioni organizzative e a rappresentanze di dipendenti per ogni direzione. Il percorso è stato sospeso a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19. Ma la documentazione informativa come pure tutto il sistema di valutazione è pubblico e disponibile sulla rete civica (portale del dipendente) e tutto il materiale è stato inviato ai dirigenti per la trasmissione alle strutture di riferimento”.

Dal punto di vista tecnico, la valutazione è composta da diversi elementi. Il primo è la performance generale dell’ente a cui tutti i dipendenti/strutture contribuiscono. Viene calcolata dal nucleo di valutazione sulla base di 150 indicatori relativi ai servizi approvati dalla giunta comunale e pesa sulla valutazione individuale in modo direttamente proporzionale al livello professionale: nei profili più bassi ha una minore incidenza dal punto di vista percentuale, in quelli più alti invece incide di più (il valore varia dal 2 al 40%).

Il secondo elemento è la performance individuale che misura la valutazione delle singole prestazioni rispetto agli obiettivi assegnati sulla base delle competenze messe in campo per il loro raggiungimento. Sono quindi due i fattori che contribuiscono al calcolo della performance individuale (gli obiettivi e le competenze) che pesano in modo diverso a seconda del profilo professionale. Il raggiungimento dell’obiettivo “vale” di più salendo nella scala gerarchica, al contrario le competenze/comportamenti messi in atto per il raggiungimento dell’obiettivo hanno un peso maggiore nei profili più bassi. Questo perché le figure dirigenziali hanno come compito la messa in atto delle decisioni/procedure necessarie al raggiungimento dell’obiettivo che poi devono essere tradotte in comportamenti concreti da parte dei dipendenti con qualifica più bassa. Due le tipologie di competenze utilizzate dal dirigente per elaborare la valutazione: le tecnico-professionali e le trasversali. Le prime sono legate al profilo professionale, le seconde invece sono contenute in un apposito dizionario delle competenze trasversali.

“Dispiace che i sindacati sfruttino il malumore di qualche scontento per seminare sospetti di una manovra per togliere soldi ai dipendenti proprio nell’anno in cui l’Amministrazione comunale distribuirà una produttività generale pari ad un valore medio di circa 1.000 euro a lavoratore, importo mai raggiunto nel Comune di Firenze. Non sarà un ’10 politico’ uguale per tutti ma un risultato basato su obiettivi raggiunti e valutazione dei comportamenti. Senza contare che i risparmi citati dall'RSU per le valutazioni sui comportamenti non finiscono in bilancio ma finanziano il welfare come da contratto aziendale” ha concluso l’assessore Martini.


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