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martedì 10 dicembre 2019

Attualità venerdì 19 febbraio 2016 ore 15:00

La fecero a pezzi, una targa per ricordare

La studentessa Rossella Casini

Libera partecipa alla manifestazione in memoria di Rossella Casini, studentessa fiorentina scomparsa in Calabria, vittima della 'ndrangeta



CASTAGNETO CARDUCCI — Il 22 febbraio 1981 Rossella Casini, una giovane studentessa fiorentina, scompariva in Calabria, ingoiata dalle faide di una ‘ndrangheta allora poco conosciuta. Lunedì prossimo, in occasione dell’anniversario della sua scomparsa, alle ore 12 Libera e il Comune di Firenze ricorderanno Rossella collocando una targa sulla casa dove abitò insieme ai suoi genitori (in Borgo la Croce 2) e in un convegno pomeridiano alla Biblioteca delle Oblate.

Il Presidio di Libera “Rossella Casini” di San Vincenzo e Castagneto Carducci parteciperà con una propria delegazione alle iniziative fiorentine per manifestare il suo impegno nel mantenere viva la memoria di Rossella e la richiesta di giustizia mai avuta. L’impegno del Presidio si concretizzerà lunedì 21 marzo a San Vincenzo, in occasione della Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, a San Vincenzo con la rappresentazione di uno spettacolo teatrale dedicato alla vicenda della studentessa fiorentina.

Rossella Casini, viveva a Firenze con i genitori vicino a Piazza Beccaria, si era fidanzata con una giovane di Palmi (Rc), Francesco Frisina, e si trovò, suo malgrado, in mezzo a una sanguinosa faida tra le cosche della 'ndrangheta Gallico e Condello, nella quale era coinvolta anche la famiglia del fidanzato, in uno scontro che provocò decine di morti, tra cui anche il padre del ragazzo. Lo stesso fidanzato fu gravemente ferito in un agguato. Rossella portò Francesco a curarsi a Firenze e in quell’occasione lo convinse a parlare con i magistrati e a raccontare quello che sapeva dello scontro mafioso.

Questo condannò Rossella: tornato in Calabria il fidanzato ritrattò le sue dichiarazioni e nel giro di pochi mesi la situazione precipitò. La sera del 22 febbraio dell’82 Rossella da Palmi telefonò a suo padre a Firenze, annunciandogli che stava prendendo il treno per tornare a casa: non arrivò mai. Anni dopo un pentito raccontò che Rossella fu rapita, violentata uccisa e fatta a pezzi, gettati poi nella tonnara di Palmi. Dopo due processi nessuno fu condannato per quel delitto.



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