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Attualità mercoledì 09 dicembre 2020 ore 06:30

La Fonte di Morgana tra i luoghi da salvare

Una squadra di tecnici e professionisti è al lavoro sulla Fonte della Fata Morgana per studiare la conservazione del monumento cinquecentesco



BAGNO A RIPOLI — Un accordo per la conservazione della Fonte della Fata Morgana, il monumento attribuito al Giambologna, è stato sottoscritto dalla Soprintendenza Archeologia, belle Arti e Paesaggio della Città metropolitana di Firenze e delle province di Pistoia e Prato e dal Comune di Bagno a Ripoli, proprietario dell’edificio. 

Grazie al protocollo di intesa, Comune e Soprintendenza si impegneranno attivamente per la ricerca dei finanziamenti necessari, stimabili in circa 400mila euro, anche attraverso la partecipazione a bandi inerenti il patrimonio culturale e territoriale promossi da soggetti pubblici o privati, l’attivazione di procedure di art bonus o altre modalità di erogazioni liberali relative ai beni culturali. 

La Fonte fu fatta costruire da Bernardo Vecchietti nella seconda metà del 1500 all’interno del parco della sua villa “Il Riposo”, residenza estiva della famiglia, ed è attribuita al giovane Giambologna. 

Il Comune aveva approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il recupero del sistema idrico del Ninfeo, allo scopo di proteggerlo dall’umidità e dalle acque di monte provenienti dalla collina di Fattucchia che sorge alle sue spalle. La Fonte è di proprietà dell'amministrazione comunale dal 1996. Al suo interno era originariamente collocata una statua marmorea della Fata Morgana attribuita al Giambologna, oggi conservata in una collezione privata, ma una cui copia, realizzata grazie al contributo dell'associazione Giardino Corsini, promotrice dell'annuale kermesse "Artigianato e Palazzo", è pronta per essere ricollocata nel suo sito originale. 

L’aspetto misterioso e magico del luogo, nonché la fama di Morgana, seducente maga guaritrice del ciclo di re Artù, ha favorito nei secoli la nascita di antiche leggende attorno al cinquecentesco Ninfeo, contribuendo a renderlo un luogo misterioso e suggestivo. 

"Il ninfeo - ha detto il Soprintendente Andrea Pessina - rappresenta un esempio particolarmente eloquente di quel particolare rapporto fra uomo, natura e architettura, che segna la stagione manierista e che genera luoghi misteriosi, perturbati e fenomenicamente caratterizzati, con una particolare attenzione al dato ambientale, che si dimostra ancora di grande attualità. La Soprintendenza fiorentina, cui si devono anche i precedenti interventi di restauro eseguiti oramai oltre 20 anni fa, conferma con l’accordo il proprio impegno diretto alla conoscenza e alla conservazione del monumento, anche in funzione dello sviluppo delle grandi potenzialità di attrattore culturale che esso possiede. D'altro canto, lo stato di conservazione delle strutture rende urgente la predisposizione di un progetto orientato all'approfondimento di tutti gli aspetti architettonici, artistici, ambientali, che connotano il complesso. Un percorso dunque concepito come sinergia tra diverse competenze disciplinari e tra diversi livelli amministrativi, con l'obiettivo comune della salvaguardia e della riappropriazione di questo importante patrimonio. Credo sia infine doveroso ricordare che questa operazione è stata avviata grazie all’impegno di Giorgiana Corsini, recentemente scomparsa, alla quale dedichiamo questo accordo". 

“Il Ninfeo dedicato a Morgana, attribuito al Giambologna, è uno dei luoghi più suggestivi del nostro territorio e ha un valore storico e artistico inestimabile – spiega il sindaco Francesco Casini -. Per le sue caratteristiche e la sua collocazione, è un monumento che necessita di manutenzione e cure costanti. Grazie al gioco di squadra tra l’amministrazione e la Soprintendenza, con cui stiamo portando avanti una simile proficua collaborazione anche per la tutela dell’antico Spedale del Bigallo, adesso saremo in grado di garantirle e potremo dare un nuovo futuro alla Fonte, restituendola alla collettività. Che il luogo sia particolarmente caro alla nostra comunità, lo dimostrano le tante iniziative di crowdfunding promosse da singoli cittadini e associazioni in questi anni, l’ultima solo in ordine di tempo quella sostenuta dalla XXVI edizione della mostra Artigianato e Palazzo. Ancor più significativo è che tutto ciò avvenga in un momento di grande difficoltà: nonostante l’emergenza sanitaria, il nostro patrimonio culturale che è l’identità di un territorio resta una priorità, la cultura una risorsa per ripartire”.

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