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Asilo nido, micronido o babysitter?

Quali sono le differenze tra queste opzioni.



FIRENZE — Con l’inizio del nuovo anno le famiglie si trovano spesso a dover ri-programmare la routine familiare.
Pensiamo ad esempio a quelle mamme che, finita la maternità, devono tornare a lavorare. Qui si impone una scelta ardua: a chi affidare i propri bambini? I nonni sono sempre più chiamati all’appello: tra la crisi e l’età adulta che avanza, sono tanti i nonni che si rendono disponibili. In Toscana pare che ben 7 famiglie su 10 ricorrano al loro aiuto.

Chi non ha questa fortuna, invece, vede palesarsi di fronte a sé quattro possibilità principali: babysitter, micronido, nido in famiglia o asilo nido – anche se difficilmente sarà comunale vista la scarsa disponibilità di asili pubblici.

Ma qual è la differenza tra un micronido e un nido in famiglia?
Con il primo termine ci si riferisce abitualmente ad un nido ‘normale’, solo più piccolo, con un massimo di 10/20 bambini a seconda degli spazi e del personale. Il tipico esempio è quello del nido aziendale. Il nido in famiglia si concretizza invece all’interno della casa della ‘maestra’ che, dopo un corso di formazione specifico, viene autorizzata ad aprire questa attività con un massimo di 5 bambini. Non è sempre una vera e propria educatrice. Può essere anche solo una mamma intraprendente che abbina la cura del suo piccolo a quella di altri bambini – previo corso di cui si accennava sopra e il rispetto di alcune norme per quel che riguarda gli spazi, la somministrazione, l’igiene – In alcune regioni, come nel Trentino Alto Adige, questa figura di riferimento prende anche il nome di tagesmutter.

E poi, non certo in ultima posizione, c’è opzione babysitter. Il passaparola resta uno dei canali di ricerca preferiti dai genitori che cercano una baby sitter a Firenze, ma sono sempre più di Italiani ad utilizzare il web per individuare una potenziale tata per i loro bambini. Esistono piattaforme come Sitter Italia by Sitly che permettono di effettuare questa ricerca, facendo una prima scrematura in base a zona abitativa, disponibilità, formazione, età, lingue conosciute. Dopodiché viene comunque sempre consigliato un colloquio conoscitivo e un periodo di prova (il rapporto ‘umano’ resta un valore). A differenza delle altre soluzioni, come il nido famiglia o l’asilo nido, la babysitter assicura un rapporto uno a uno, all’interno del proprio ambiente domestico, con estrema flessibilità di orari (anche serali o nei giorni festivi, se concordato). C’è da valutare ovviamente i costi, che potrebbero essere maggiori visto il rapporto individuale, a fronte però dei vantaggi appena menzionati. E poi è sempre più diffusa la formula del babysitter sharing, in modo da dividere le spese e far vivere ai bambini le prime esperienze di condivisione. 

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