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Attualità mercoledì 25 ottobre 2023 ore 18:45

Vendemmia 2023, la dura annata dei vigneti toscani

vendemmia

Il bilancio della raccolta delle uve non è stato omogeneo sul territorio regionale, ma in alcune zone il calo è stato vistoso. Ecco come è andata



TOSCANA — Caldo intenso, piogge e malattie: il 2023 è stato un anno difficile per i vigneti toscani, anche se non per tutti e ovunque allo stesso modo. A trarre un bilancio dell'ultima vendemmia è la Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali Toscana.

I frequenti fenomeni estremi, come lunghi periodi di siccità, alternati a grandinate, gelate e forti precipitazioni, hanno messo sotto stress le coltivazioni, attaccate dalle malattie fungine. Un'annata complicata, nel corso della quale le produzioni hanno subito un calo a macchia di leopardo. 

Notevole è stata la differenza nella pressione delle malattie fungine, come la peronospora, anche in vigneti a poca distanza gli uni dagli altri: quelli bagnati più frequentemente dalle piogge o localizzati in zone più umide hanno subito gli attacchi più pesanti, che hanno compromesso frazioni importanti di produzione.

Situazioni più favorevoli, (terreni meno umidi e piogge meno frequenti, varietà più resistenti), assieme alla capacità di imprese e consulenti hanno consentito di mantenere alte le produzioni e la qualità delle uve.

Secondo il report di Fabio Burroni (Odaf Firenze) e Marco Pierucci (Odaf Arezzo), nei casi in cui la peronospora ha originato infezioni, i danni si sono protratti fino a tutto Agosto, soprattutto a carico dei grappoli. 

A Firenze e Siena vitigni come Merlot e Malvasia bianca e nera hanno mostrato una maggiore sensibilità e riportato i maggiori danni mentre il Sangiovese ha mantenuto produzione e qualità nella maggior parte dei casi.

Situazione più semplice sulla costa: nel basso Livornese e in alcune zone del Grossetano i vigneti sono stati meno colpiti, rispetto a molte altre aree della Toscana.

La gestione fitosanitaria del vigneto si è fatta più complicata nelle aziende biologiche, e gli agronomi su questo evidenziano il loro contributo: "In una campagna viticola non semplice, come quella che ci stiamo avviando a concludere, il supporto di tecnici qualificati e capaci di operare oculatamente nel vigneto, ha potuto fare una reale differenza fra vendemmia e non vendemmia", commenta Alfredo Tocchini, dottore agronomo ed enologo.

"I rilievi in campo, i bollettini fitopatologici, i dati delle stazioni meteo aziendali e l'uso di droni sostengono l'agronomo nella lettura della situazione e lo mettono in condizioni di individuare le possibili criticità e proteggere i vigneti", afferma Riccardo Clemente dell'Odaf Siena.


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