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Attualità lunedì 22 gennaio 2024 ore 18:45

Ansia da social, dilaga tra i giovani la dipendenza

ragazzi col telefonino

Secondo gli psicologi toscani sono migliaia i ragazzi intrappolati in modelli di riferimento lontani dalla realtà e sempre attenti ai loro smartphone



TOSCANA — “Anche in Toscana sono migliaia ogni anno i ragazzi che soffrono di ansia da social e risultano iper-dipendenti dagli smartphone. È necessario lavorare quanto prima su due fronti: quello scolastico, attraverso programmi di educazione digitale, e quello familiare sensibilizzando i genitori”: a lanciare l'allarme sul fenomeno è Maria Antonietta Gulino, presidente dell’ordine degli psicologi della Toscana.

“Corpi giovani, forti, belli - spiega Gulino - attitudini da supereroi, limiti inesistenti: il modello proposto dai social media, oggi, assomiglia a una sfida costante. Quello che conta è la performance, la necessità di spingersi sempre oltre, anche a patto di fare del male agli altri o a se stessi. La comunicazione social - sottolinea - è rapida e attrattiva e, per questo, diventa una trappola per moltissimi giovani che soffrono perché non riescono a riprodurre quei modelli, quelle attitudini, e si sentono inadeguati”.

Tra i principali effetti collaterali di questa dipendenza, quello che desta maggiore preoccupazione è senza dubbio rappresentato dall’ansia che è in grado di generare: “Gli esempi pericolosi sui social per la propria salute – prosegue Gulino – determinano stati di solitudine e disagio che spesso assumono forme più acute". 

Che fare? "Intervenire con piani terapeutici tempestivi è cruciale, in questi casi. Ancora più vitale è però fare prevenzione”, è l'indicazione degli esperti.

Anche perché il fenomeno ne porta con sé un altro, direttamente correlato: “Quello dell’iper-dipendenza dagli smartphone. Un recente studio di Save the Children ci dice che oggi l’80% dei bambini che frequentano la prima media ha un cellulare, e un terzo lo usa per circa quattro ore al giorno. Dati che, se possibile, aumentano spostandosi nelle fasce adolescenziali”, afferma Gulino.

L’idea lanciata, in questo senso, ha a che fare con l’educazione al digitale: “Va introdotta nei programmi scolastici – evidenzia la Presidente – coinvolgendo bambini e giovani, certo, ma anche genitori e insegnanti. Figli e studenti devono essere orientati e guidati ad un uso consapevole dei loro device sui quali, esprimendosi e osservando, sviluppano in larga parte la loro capacità critica". 


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