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Attualità domenica 04 febbraio 2024 ore 16:25

Luminare di diritto internazionale, lutto nel mondo accademico

Francesco Francioni
Francesco Francioni

Dalla Toscana si occupò del caso dei Marò. Ha studiato fra le altre cose il regime internazionale dello spazio e lo sfruttamento dell'Antartide



SIENA — Lutto nel mondo accademico per la scomparsa di un luminare nel diritto internazionale, il professor Francesco Francioni già ordinario della disciplina nonché professore emerito all'università di Siena che, nel dare notizia della sua morte avvenuta venerdì scorso, esprime cordoglio. Le esequie si terranno domani in forma privata.

Molti gli incarichi di spicco di Francioni nel dirimere controversie internazionali, come quando si occupò del caso dei Marò. Gli studi? Vasti e vari, dallo sfruttamento dell'Antartide al regime internazionale dello spazio, fino alla protezione dei beni culturali in caso di guerra.

Francioni aveva ricoperto numerosi incarichi accademici, fra cui a Siena la carica di Pro-Rettore dal 1994 al 2003 e di delegato alle Relazioni internazionali. Il Rettore dell'ateneo senese Roberto Di Pietra partecipa ne ricorda le doti di docente e studioso innovatore, la dimensione internazionale ed il grande lustro dato dai suoi insegnamenti all’università di Siena.

La formazione, gli studi, la docenza

Nato a Firenze, Francioni aveva compiuto gli studi nel capoluogo toscano e poi ad Harward. Aveva quindi svolto la sua carriera accademica alla facoltà di Giurisprudenza dell’università di Siena, all’European University Institute di Firenze, dove era docente di International Law and Human Rights e alla Luiss di Roma. Presso l’ateneo senese aveva tenuto la prestigiosa Jean Monnet Chair in European Law dal 1999 al 2003 ed era stato direttore del Collegio Mario Bracci a Pontignano.

Nel 1992 fu insignito dell'onorificenza di Grande ufficiale al merito della Repubblica Italiana.

Era stato docente in prestigiose università internazionali, fra cui Oxford, Parigi, Texas, Cornell, Tulane, Toronto, Cambridge. Francioni faceva inoltre parte delle più importanti istituzioni di studiosi di Diritto internazionale.

Si è distinto per aver unito all’attività didattica e di ricerca quella di consulente per numerosi organismi statali ed internazionali. Ha partecipato ai negoziati internazionali per lo sviluppo delle norme del Trattato antartico, rivestendo anche posizioni di spicco, quale quella di Presidente del Gruppo di lavoro che ha portato alla creazione del Segretariato del Trattato Antartico, l’unico organo amministrativo del regime antartico.

Come consulente del Ministero degli Affari Esteri italiano e Presidente del Comitato per il Patrimonio mondiale dell’Unesco, ha contribuito all’adozione della Dichiarazione adottata dall’Unesco nel 2003 che condanna la distruzione volontaria del patrimonio culturale mondiale.

In qualità di esperto di risoluzione delle controversie internazionali, ha partecipato con successo alla soluzione del caso dei Marò, prima, come arbitro ad hoc del Tribunale del diritto del mare delle Nazioni Unite e, poi, come arbitro nominato dall’Italia nel collegio arbitrale costituito presso la Corte permanente dell’arbitrato de L’Aja.

Autore di moltissime pubblicazioni scientifiche, i suoi studi spaziavano in ampi settori: i diritti umani, lo sviluppo sostenibile e l’ambiente, i beni culturali, le risorse marine, le biotecnologie, lo sfruttamento dell’Antartide, la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, fino al regime internazionale dello spazio.


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