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venerdì 18 ottobre 2019

Politica lunedì 16 settembre 2019 ore 18:00

Pd, Renzi vicino alla scissione, Giani resta

Matteo Renzi e, sullo sfondo, Eugenio Giani a un evento a Firenze

Matteo Renzi potrebbe annunciare l'uscita dal Pd domani a Porta a Porta. Giani, candidato renziano alla presidenza della Regione: "Io resterò"



FIRENZE — Voci accreditate danno per imminente l'ufficializzazione dell'uscita dell'ex premier Matteo Renzi dal Partito Democratico. Il senatore potrebbe annunciare la scissione di cui si parla da mesi addirittura domani, durante la registrazione della nuova puntata di "Porta a Porta", la trasmissione condotta da Bruno Vespa. 

Renzi continuerebbe a sostenere il governo giallorosso ed entrerebbe inizialmente a far parte del gruppo misto, confidando che altri esponenti dei dem o di altri partiti lo seguano. Più agevole la situazione alla Camera: una ventina di deputati di chiara fede renziana, come Maria Elena Boschi o Roberto Giachetti, lo seguirebbero all'istante e potrebbero dar subito vita a un gruppo autonomo. Fra questi non ci saranno gli ex bracci destro e sinistro di Renzi, Luca Lotti e Lorenzo Guerini, con i quali si sarebbe consumata una frattura che avrebbe portato entrambi a entrare nell'area guidata dal ministro Franceschini.

L'accelerazione della vicenda politica renziana sta provocando terremoti anche a livello locale. In Toscana il candidato governatore indicato da Matteo Renzi per le regionali 2020, Eugenio Giani, attuale presidente del Consiglio regionale, ha già dichiarato che lui resterà nel Pd. "Fino all'ultimo momento spero che possiamo rimanere tutti uniti nel Pd - ha detto Giani all'agenzia Ansa durante un evento a Firenze - In caso contrario la scelta che faccio è di essere nel Partito Democratico".

Per la cronaca, anche il sindaco di Firenze Dario Nardella ha dichiarato che resterà nel partito guidato da Nicola Zingaretti."Io resto nel Pd, l'ho sempre detto - ha ribadito Nardella - Penso che tutti gli altri debbano riflettere molto perchè uniti siamo forti e divisi più deboli. Credo che in questo governo ci siano tutte le condizioni per lavorare uniti".



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