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giovedì 13 dicembre 2018

Cultura martedì 04 dicembre 2018 ore 14:45

L'ambasciatore delle foreste

In libreria dal 6 Dicembre il libro di Paolo Ciampi su George Perkins Marsh, ambasciatore Usa nell'Italia unita e padre dei grandi parchi americani



FIRENZE — Si intitola "L'ambasciatore delle foreste" il nuovo libro dello scrittore e giornalista fiorentino Paolo Ciampi, nelle librerie da giovedì 6 Dicembre.

Paolo Ciampi ci conduce alla scoperta della figura di George Perkins Marsh, primo ambasciatore degli Stati Uniti nell’Italia unita, padre dei grandi parchi americani e fondatore del primo Istituto superiore forestale d’Italia. Tra le foreste americane, le Alpi e l’Appennino italiano fiorisce una storia di amore per gli alberi e le montagne. Un libro appassionante come un romanzo, che parla di foreste da salvare, cambiamenti climatici, e che ci allerta sulla precarietà del pianeta.

Ogni volta che sente parlare di ambiente Paolo Ciampi, come la maggior parte delle persone, comincia a sbadigliare dalla noia, poco importa che si tratti di catastrofi che riguardano tutti. Un giorno però si imbatte nella figura di George Perkins Marsh, il primo ambasciatore in Italia degli Stati Uniti, nominato da Abramo Lincoln. Solo dieci anni più tardi capisce di chi si tratta: è l’uomo che nel secolo del progresso e dell’industria, prima ancora che la stessa parola ecologia avesse fatto la sua comparsa, capisce cosa sta succedendo al mondo. 

"L’ambasciatore delle foreste" ripercorre la vicenda umana di George Perkins Marsch, ambasciatore delle foreste nel mondo, da quelle del New England alle foreste del nostro Appennino, passando per i deserti dell’Africa. In un dialogo costante con il lettore, Paolo Ciampi riporta alla luce la storia di una persona ingiustamente dimenticata. Dall’altro lato dell’Atlantico, invece, Marsh è considerato il padre di parchi come quello, celeberrimo, di Yellowstone. Non c’è più noia, con questo personaggio stravagante, che frequenta a malincuore la corte dei Savoia, si appassiona alle saghe di Islanda, coltiva l’idea di portare i cammelli nelle praterie degli Stati Uniti, e che, un secolo prima dei forum internazionali e delle conferenze sul clima e sull’ambiente, parla di foreste da salvare e di cambiamenti climatici. Dando il primo allarme della storia sulla precarietà del pianeta e sulla nostra stessa possibilità di sopravvivenza.



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