
Crolla un'ala dell'ospedale di Calì in Colombia per la scossa, l'appello disperato del medico: «C'è gente sotto, serve aiuto»
Cronaca Lunedì 10 Agosto 2026 ore 17:40
Morì per sangue infetto, la condanna 48 anni dopo

Il decesso di una donna nel 1994 e adesso il pronunciamento della Corte d'appello: il ministero della salute dovrà risarcire i familiari
FIRENZE — Morì per trasfusioni di sangue infetto, e 48 anni dopo arriva da parte della Corte d'appello di Firenze la condanna al ministero della salute a risarcire i familiari, il marito e la figlia, con quasi un milione e mezzo di euro.
La donna era affetta linfoma non Hodgkin di tipo B, il tumore che la portò alla morte nel 1994 insorto in conseguenza di una epatite C contratta dopo emotrasfusioni infette risalenti al 1978.
Il contenzioso era iniziato nel 2013 ed era anche approdato in Cassazione, da dove però era stato disposto in rinvio in appello in riassunzione.
Quando la signora morì, la figlia aveva appena 10 anni. Anche per questo la sentenza dei giudici ha riconosciuto - oltre al danno biologico terminale patito dalla vittima - anche il danno da decesso subìto dai congiunti.
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI










