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Cronaca Martedì 20 Ottobre 2026 ore 15:15

Estorsioni e minacce in coda all'ufficio immigrazione

Sono 10 le persone indagate nell'ambito di una indagine condotta dalla squadra mobile di Firenze. 4 misure cautelari



FIRENZE — Sono 10 le persone indagate nell'ambito di una indagine condotta dalla squadra mobile di Firenze su presunte condotte estorsive all’esterno dell’ufficio immigrazione della questura del capoluogo toscano.

La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura, nei giorni scorsi ha eseguito un’ordinanza di divieto di dimora, emessa dal Gip  nei confronti di 4 cittadini peruviani, accusati di di rapina ed estorsione in concorso.

Per tre di loro - 54, 31 e 35 anni - è stato disposto il divieto di dimora sull’intero territorio della Toscana. Per la quarta destinataria, una cittadina peruviana di 57 anni, la misura prevede invece il divieto di dimora nella provincia di Firenze. Oltre ai 4 destinatari della misura cautelare, sono indagati altri 6 cittadini peruviani, accusati di aver concorso nella commissione dei medesimi reati.

Secondo quanto ricostruito nel corso di mirati servizi di osservazione, sin dal pomeriggio precedente l’apertura mattutina degli uffici di polizia, alcuni cittadini di origine peruviana, sia uomini che donne, avrebbero abitualmente stazionato all’esterno della Caserma, occupando i primi posti della fila, attendendo l'orario di apertura del giorno successivo, per poi cedere il posto occupato ad altri dietro pagamento di somme anche superiori ai 100 euro, impedendo quindi agli utenti di accedere all’ufficio se non dietro l’esborso di denaro. 

Sempre secondo l'ipotesi investigativa, il disappunto degli altri utenti in coda sarebbe stato mira di atteggiamenti intimidatori da parte di alcuni complici, che si aggiravano nei dintorni dell’area interessata dalla fila.

Nel Maggio scorso,  per intimorire le persone in coda, sarebbe stata anche mostrata una pistola che, dalle successive indagini, è risultato essere un'arma giocattolo, priva del tappo rosso.

Le attività investigative condotte dalla sezione criminalità straniera della Squadra Mobile, coordinate dalla locale Procura, hanno consentito di ricostruire in modo puntuale il modus operandi del gruppo, di ricostruire numerosi episodi estorsivi, talvolta sfociati in rapine, e di identificarne i presunti autori.

Le misura cautelari sono state disposte in sede di indagini preliminari.


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