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Attualità sabato 04 maggio 2019 ore 15:57

San Miniato sito Unesco, la proposta dei monaci

La comunità dei monaci spera che l'Unesco possa estendere i confini verso il colle fiorentino con la proposta di inserire anche San Miniato



FIRENZE — Al momento del bilancio dell’anno di celebrazioni la comunità dei monaci auspica che il Comune di Firenze, come responsabile del sito Patrimonio Mondiale Centro Storico di Firenze, esplori la possibilità di far entrare il complesso monumentale dell’Abbazia di San Miniato nel perimetro del sito Unesco.
 Spiega l'abate padre Bernardo: “La presenza dell’Abbazia di San Miniato rafforzerebbe il valore eccezionale del sito senza una variazione sostanziale dei criteri che nel 1982 permisero l’iscrizione del Centro Storico di Firenze nella lista del Patrimonio Mondiale”.

Il Millenario dell’abbazia di San Miniato al Monte ha registrato oltre 30 mila partecipanti che hanno festeggiato nel corso di 12 mesi l'evento inaugurato il 27 aprile 2018 e celebrato con oltre 50 eventi tra performance artistiche, concerti, installazioni, convegni e presentazioni di libri.
L’abbazia fiorentina inizia il suo secondo Millennio con una nuova illuminazione, con le porte ed il Ciborio restaurati.

Al Millenario sono stati dedicati un francobollo celebrativo, da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e quattro cartoline postali promosse dal Vaticano. L’anno di celebrazioni si è concluso con il Festival delle Religioni, con la chiusura, sabato 27 aprile, della Porta Santa, e la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Segretario di Stato di Sua Santità il Cardinale Pietro Parolin.

Tra gli eventi più significativi: il concerto "Telemann virtuoso!", dell’ensemble “Il Rossignolo” su strumenti originali; l'esposizione di "Janua Coeli", opera di Marco Bagnoli; lo spettacolo “Dal Monte una Luce Aurorale” del regista Giancarlo Cauteruccio, l’opera "Pontormo. Felicità Turbate" di Mario Luzi, con la regia di Federico Tiezzi.

L’abate Bernardo Gianni ha commentato: “Abbiamo cercato di attualizzare la vocazione che Giorgio La Pira riconosceva a Firenze ovvero l’essere una città che metteva a disposizione del mondo intero la sua bellezza e i grandi valori cristiani con cui è stata costruita, pensata, abitata. Con gli eventi che si sono succeduti in questi dodici mesi, con linguaggi diversi, interpellando non solo le fonti storiche, ma anche arti, linguaggi e intuizioni della nostra contemporaneità, abbiamo voluto esprimere la missione di un luogo che vuole restituire dignità a tutti: una straordinaria avventura di fede, di bellezza e di speranza. Parte della riflessione maturata per la preparazione delle celebrazioni del Millenario è servita come base per gli esercizi spirituali del Papa e della Curia romana che ho avuto l’onore di guidare a marzo”.


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